ABRACADABRA. Al Litta di Milano il pensiero dello scrittore e attivista Mario Mieli

ABRACADABRA. Al Litta di Milano il pensiero dello scrittore e attivista Mario Mieli

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ABRACADABRA-incantesimi di Mario Mieli è un percorso teatrale diviso in tappe, chiamate studi, che indaga il pensiero e la vita di un intellettuale italiano conosciuto principalmente all’estero, tra i fondatori del movimento omosessuale, teorico degli studi di genere. Il percorso nasce dall’idea di Irene Serini, al Litta di Milano (MTM) dal 6 all’11 ottobre, con Irene Serini e Caterina Simonelli, animazione video di Anna Resmini, luci e suono Caterina Simonelli, in collaborazione con Olindo Residenza Artistica

Abracadabra: nota

Si legge nella nota: Mario Mieli fu infatti una figura unica nel panorama culturale del nostro Paese, ma ben presto rimossa. La personalità eclettica e gli interessi personali, lo portarono a farsi molte domande dal punto di vista filosofico, poetico, teatrale, relativamente a identità di genere e sessualità. La peculiarità dell’indagine di Mieli che ha come perno un’identità di genere in movimento, ci ha costretti ad una trasformazione continua anche in scena. Da qui l’idea di un percorso a tappe. Non si tratta quindi di momenti di esibizione di una prova che sfocerà in uno spettacolo finale, ma di studi che sono parte integrante dello spettacolo.

Ogni studio infatti, tocca luoghi di pensiero e intimità diversi, in maniera diversa. Il percorso sarà compiuto nel momento in cui saremo riusciti a dare vita a cinque studi teatrali e un docufilm.

I primi tre studi sono stati già realizzati e indagano ad ampio raggio quello che fu il pensiero di Mieli. Vanno alla radice di tre domande poste negli ultimi anni nell’ambito della filosofia morale e degli studi di genere: Cos’è l’identità? Chi la determina? A cosa serve?

In scena vi si trova un folle lucido dall’identità indefinita che evocando Mario Mieli scopre il legame tra identità e rappresentazione. Riscoprendo però anche la formula del teatro antico. Il pubblico infatti è disposto in cerchio e partecipa alla messa in scena in maniera diversa rispetto a quella indotta dalla prospettiva frontale a cui si è abituati a teatro.

Dal momento che il progetto Abracadabra – incantesimi di Mario Mieli si propone di indagare in termini metaforici la geometria dello spazio, con l’intento di scoprire nuove geometrie possibili nel nostro cervello, con il quarto studio passeremo dalla dimensione circolare a quella triangolare, e dal monologo al dialogo. Due saranno infatti i personaggi in scena e andranno ad affrontare più specificatamente i legami tra identità di genere ed economia. Le domande da cui partire in questo caso sembrano scontate rispetto alle precedenti, ma hanno buone radici in campo filosofico: Quanto costa essere se stessi? Come facciamo a ritrovarci nel supermarket dei sessualismi? Che legame c’è tra i soldi e una certa forma di godimento nell’utilizzarli?

In scena troveremo due attrici con un naso da clown che cercando di togliersi quella specie di addobbo posticcio, entreranno nei difficili meandri di ciò che è reale e ciò che invece solo sembra esserlo. Nel quarto studio dialogheremo anche con un’altra forma d’arte presente in scena: l’illustrazione e l’animazione. Il moto perpetuo delle immagini animate firmate da Anna Resmini, porterà il pubblico in una dimensione da una parte illusoria e dall’altra illuminante rispetto al pensiero espresso da Mario Mieli.

Il quinto e ultimo studio teatrale indagherà i legami tra identità di genere ed educazione infantile. Ci occuperemo in sostanza dell’educazione del bambino e della bambina, scoprendone differenze e similitudini anche in termini di richieste sociali. Per essere compiuto passerà attraverso una fase di workshop con persone trasversali tra loro in termini di età. Faremo deflagrare ogni geometria precedente, svilupperemo figure geometriche composte da infiniti punti. Passeremo dal dialogo a due all’incontro a tre, a quattro, a cinque e ancor di più.

Infine il docufilm sarà inevitabilmente una sintesi del percorso ma anche un’occasione per mettere in atto dei veri e propri esperimenti col pubblico.

Ogni tappa di studio è indipendente e autonoma rispetto le precedenti, nessuno degli studi si propone di fare la biografia di Mario Mieli, o di indagare il suo pensiero in termini nostalgici, quanto piuttosto di utilizzarlo come chiave per indagare il presente.

Presentazione

MTM- Manifatture Teatrali Milanesi

www.ildogville.it

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