JOHN FORD. Dal western ai valori dell’America conservatrice

JOHN FORD. Dal western ai valori dell’America conservatrice

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JOHN FORD, nome d’arte di Sean Aloysius O’Fearna (1894-1973), regista e produttore cinematografico statunitense è famoso soprattutto per la notevole produzione di film western e per il record di quattro Oscar alla regia (1936, 1941, 1942, 1953) e due per documentari bellici, ma è stato soprattutto uno dei padri fondatori della cinematografia americana e della propaganda dei sani valori della “grande America democratica e conservatrice“. Ha girato più di 150 pellicole e diversi film ritenuti ancora capolavori come Ombre Rosse, Furore e Sentieri Selvaggi.

John Ford e l’amore per gli States

John Ford nasce a Cape Elizabeth, nel Maine, il 1° febbraio 1894, penultimo dei quattordici figli, molti dei quali muoiono giovanissimi, di John Augustine Feeney e di Barbara Abbey Curran, irlandesi, che, immigrati negli Stati Uniti nel 1872, erano proprietari di un saloon.

I grandi spazi

Le storie di John Ford sono ambientate nei grandi spazi, con gli avventurosi viaggi delle carovane lungo i panorami desertici della Monument Valley in Arizona. Oljato-Monument Valley è un pianoro desertico di origine fluviale che si trova al confine tra Utah e Arizona. 

È un luogo mistico, sacro agli indiani Navajo. La zona fa parte della Navajo Nation Reservation, dove i nativi americani con il Tribal Park gestiscono tutte le attività all’interno della valle. È uno scenario naturale dove nell’immensa pianura si ergono maestose guglie, geologicamente definite <<testimoni di erosione>>, splendenti nel manto rosso che le avvolge. Sono edifici naturali formati da roccia e sabbia, hanno la forma di torri dal colore rossastro, causato dall’ossido di ferro.

Francis (1882-1953), fratello maggiore di John, si stabilisce a Hollywood, dove intraprende la carriera di attore cinematografico e di regista. John nel 1913 lascia gli studi,  lo raggiunge e inizia con lui a svolgere ogni tipo di lavoro nell’industria del cinema. Comincia come comparsa e controfigura del fratello, cambiando subito – come Francis – il suo cognome in Ford. Sono diversi i nomi d’arte che John Ford assume nel primo periodo: Commander John Ford, Jack Ford, Rear Admiral John Ford USNVR Ret., John Ford Captain U.S.N.R. Nel 1917 viene incaricato di dirigere una serie di piccoli western e si firma come Jack Ford.

John Ford è uno dei fondatori della Motion Picture Directors Association, un’organizzazione fraterna americana senza fini di lucro formata da 36 registi il 18 giugno 1915 a Los Angeles. Da questa stessa deriva nel 1936 il sindacato Screen Ditectors Guild, divenuto poi nel 1960 la Director Guil of America (DGA), una corporazione di registi cinematografici statunitensi che riconosce annualmente quei premi Awards che sono un’attendibile anticipazione degli Oscar. Nel 1920 Ford sposa l’aristocratica Mary McBryde Smith da cui ha due figli: Patrick che nella carriera di sceneggiatore collabora spesso con il padre e Barbara che preferisce fare la montatrice.

Nel 1921 lascia la Universal Pictures per la Fox Film Corporation, con la quale lavora per dieci anni e realizza film di notevole successo. Il primo film girato con la Fox è Amici per la pelle (Just Pais) la storia di un vagabondo che vive di piccoli reati, ma diventando amico di un orfano tredicenne, cambia atteggiamento. Durante la collaborazione con la Fox, Ford sviluppa l’altro suo tema dominante: l’Irlanda, patria dei suoi genitori.

Il regista assume definitivamente il nome di John Ford nel 1923 quando gira Ladro d’amore (Cameo Kirby), rievocazione del vecchio Sud, con battelli fluviali, case coloniali dipinte di bianco. Riscuote notevole successo Cavallo d’acciaio (The iron horse), un film muto girato da John Ford nel 1924 che racconta l’epopea della Prima Ferrovia Transcontinentale. Alla costruzione della ferrovia collaborano uomini di diverse origini etniche, cinesi, irlandesi, italiani. Ford descrive la quotidianità di questi lavoratori e la presenza di Abramo Lincoln, che attribuisce alla realizzazione della ferrovia il simbolo di unificazione degli Stati Uniti.

I valori della vita americana: famiglia, patria, immigrazione

Fin dai primi lavori Ford pone in risalto i valori della vita quotidiana, con temi come la Famiglia, la Patria, l’Immigrazione, valori che verranno accentuati in ogni storia successiva, nei diversi contesti.

John Ford preferiva girare i film con lo stesso gruppo di attori di primo piano, comprimari, caratteristi e anche con le stesse comparse. Un’abitudine che il regista conserva fino alla fine della sua carriera. I membri di questo clan sono considerati a Hollywood la Ford Stock Company. Nel 1926 John Ford gira il suo ultimo film western muto 3 Bad men (I tre furfanti) ed è anche il primo girato nel deserto del  Mojave (in California).

Nel 1928 i due John si incontrano iniziando un felice sodalizio. John Ford affida a John Wayne una piccola parte nel film muto La casa del boia (Hangman’s House), film ispirato al romanzo di Brian Oswald Donn-Byrne. In un periodo di trentacinque anni, Wayne viene diretto da Ford in circa venti film. Wayne diventa una star quando recita la parte di Ringo Kid in Ombre Rosse del 1939.

John Ford e John Wayne

Nel 1929 con il suo primo lungometraggio parlato, il film bellico The black Watch (La guardia nera) conosce lo sceneggiatore Dudley Nichols, con il quale realizza moltissime opere successive.

Nella produzione di questo periodo ci sono due capolavori, che narrano di tragiche figure di madri: Four sons (1928, L’ultima gioia) e Pilgrimage (1933, Pellegrinaggio).

John Ford vince l’Oscar per la regia per il film The informer (1935, Il traditore), tratto dal romanzo di L.O’Flaherty e Dudley Nichols lo vince per la migliore sceneggiatura non originale.

Apprezzata dal pubblico e dalla critica è poi la Trilogia diretta da Ford, interpretata dal celebre comico fantasista Will Rogers: Dr Bull (1933), Judge priest (1934) e Steamboat round the bend (1935). Notevole successo anche per la storia d’amore di The hurricane (1937, Uragano).

Il dominante tema del viaggio nei film di John Ford

Il tema del viaggio è anch’esso dominante nei film di John Ford. Significativo nel film Ombre rosse del 1939,  western classico per antonomasia in cui una diligenza lascia la città per raggiungere un forte. The grappe of  Wrath (1940, Furore), tratto dal capolavoro di John Steinbeck, racconta di Tom Joad che uscito di prigione trova la fattoria di famiglia espropriata dalle banche (Wall Street 1929) e  con i familiari fugge verso la California, ma la realtà è soltanto fame, freddo e sconforto.

Il film vale un Oscar al regista. Seguono nello stesso anno Viaggio senza fine (Lungo viaggio di ritorno) e nel 1941 La via del tabacco e Com’era verde la mia valle, quest’ultima tra le sue migliori realizzazioni, premiata come miglior film e miglior regia.

Gli Stati Uniti entrano in guerra e Ford viene richiamato al fronte, dove gira documentari e materiale propagandistico. Con sprezzo del pericolo realizza The battle of Midway nel 1942 e ottiene l’Oscar per la regia. Ferito, viene decorato e rimpatriato. Dopo aver girato nel 1946 l’ultimo film per la Fox, My darling Clementine (Sfida infernale), fonda una casa di produzione indipendente, la Argosy .

Dirige Fort Apache (1948, Il massacro di Fort Apache),  il primo della trilogia della Cavalleria dell’Esercito della Riunione. Seguono She Wore a Yellow Ribbon (1949, I Cavalieri del Nord Ovest) e Rio Grande (1950, Rio Bravo), in quest’ultimo film, girato interamente in bianco/nero, debutta Patrick Wayne, secondogenito di John che recita insieme al padre. Nel 1951, per conto della Marina Statunitense realizza il documentario This is Korea, premiato con la Air Medal. L’anno successivo gira in Irlanda The Quiet Man (Un uomo tranquillo) che gli vale un nuovo Oscar. Con questo film John Ford inizia la collaborazione con lo sceneggiatore Frank S. Nugent, marito della figlia Barbara.

Nel 1955 Ford dirige il suo primo film in cinemascope, che è anche l’ultimo della Argosy, The long gray line, (La lunga linea grigia) il ritratto di un ufficiale istruttore che avendo avuto fra gli allievi Eisenhower per intercessione del Presidente, pur superando i limiti d’età, rimane in Accademia a preparare i cadetti.

Magistralmente interpretato da Wayne, The searchers (1956, Sentieri selvaggi) in cui Ford descrive un veterano confederato e il suo compagno mezzo Cherokee in un lungo viaggio alla ricerca di una bambina rapita. Considerato anche un film tecnicamente innovativo e molto amato dai cinefili.

Dal 1953, John Ford sceglie di vivere al limite del deserto, a Palm Springs, abbandona le sicurezze del cinema hollywoodiano e lavora su storie di personaggi carismatici: The last hurrà (1958, L’ultimo hurrà), ispirato ad un best seller di Edwin O’Connor. The horse soldiers (1959, Soldati a cavallo) storia di un medico pacifista e un colonnello dell’Unione che superando le reciproche differenze, collaborano nell’esercito confederato. Two rode together (1961, Cavalcarono insieme), ispirato al romanzo Comanche captives di Will Cook. The man who shot Liberty Valance (1962, L’uomo che uccise Liberty Valance) in bianco e nero e senza I consueti panorami della Monument Valley con un’atmosfera opprimente e claustrofobica.

Cheyenne autumn (1964, Il grande sentiero) è la storia di un gruppo di cheyenne costretti a migrare dall’Oklaoma al Wyoming affrontando le ostilità delle truppe americane. Dopo aver lavorato per tre mesi per Young Cassidy (1965 Il magnifico irlandese), Ford parte per l’Irlanda per le riprese, ma è costretto ad affidare la regia a Jack Cardiff per motivi di salute. La carriera di John Ford si conclude con 7 Women (1966, Missione in Manciuria). John Ford muore il 31 agosto 1973 a Palm Desert in California per un cancro allo stomaco, all’età di 79 anni.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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