POLVERE, il documentario per ricordare attraverso l’arte

POLVERE, il documentario per ricordare attraverso l’arte

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POLVERE, il documentario di Simone Aleandri, è stato presentato lunedì 7 settembre alla 77. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia come Evento speciale.

Scritto e diretto da Simone Aleandri (Mater Matera; Sono Cosa Nostra; Grand’Italia; As time goes by), è stato prodotto da Sandro Bartolozzi per Clipper Media, con la produzione esecutiva di Barbara Meleleo, in collaborazione con Aregoladarte, e si tratta di un progetto di Arte per Rinascere, con il patrocinio di Mibact, Regione Lazio e Comune di Amatrice.
Oltre al regista, la sceneggiatura è stata scritta da Roberto Moliterni, con la collaborazione di Vincenzo Carpineta.

Polvere
Immagine dei bambini che dipingono

L’arte per ricordare

POLVERE è un progetto molto intimo che racconta e ripercorre il recupero delle opere d’arte dopo il sisma avvenuto ad Amatrice la notte del 24 agosto 2016, attraverso le testimonianze delle persone che se ne sono prese cura. Il terremoto distrusse infatti il centro storico della città e con esso il Museo “Cola Filotesio” in cui erano raccolte le importanti opere d’arte del pittore rinascimentale. Tra le persone che persero la vita quella notte ci fu anche la direttrice del museo, Floriana Svizzeretto, che lo curava assieme all’amica Brunella dal 2002.

Tra le testimonianze che raccontano la storia e che sorvegliano l’avanzamento delle ricostruzioni e si prendono cura di ciò che si è salvato, c’è proprio Brunella, ma anche il parroco ottantottenne Don Luigi che, assieme a Luciana, è riuscito a recuperare gli arredi delle chiese in stato pericolante. Ci sono poi Vito, che dopo aver perso il proprio negozio di antiquariato, non si arrende e continua a restaurare statue, e Cico, un giovane scultore che insegna arte ai bambini di Amatrice.

Ogni volto raffigurato nella pellicola porta su di sé il dolore della perdita e della memoria, ma allo stesso tempo si fa carico del compito di trasmettere i ricordi e il patrimonio artistico per ricostruire una nuova comunità più forte e coesa. Proprio Cico insegna ai bambini ad esprimere il proprio dolore e i propri traumi attraverso l’arte, poiché essa libera, sublima la dignità umana e porta a riflettere e ricordare.

Ecco perché l’arte diventa il simbolo della rinascita di una città forte e profondamente radicata nella terra. Diventa emblema della forza dell’uomo contro le difficoltà della vita.

“Non è che Dio ci castiga. È la terra che è così” afferma Don Luigi con commozione.

“Saranno le radici che ci tengono qui. Sarà il fatto che noi siamo come questi alberi. Se ci trapianti da un’altra parte rischi proprio di impazzire. Perché comunque siamo legati alla terra” dichiara invece Cico.

Polvere
Il ritratto di uno dei luoghi oggi

Dalla polvere della terra la rinascita

La terra diviene quindi la seconda protagonista del documentario. Una terra da un lato aspra e disintegrata, castigatrice, ma al contempo imponente, immensa, misericordiosa e meravigliosa. Un paesaggio che si riappropria dei luoghi e rinasce dalle ceneri del tragico evento. La natura che si intreccia alle rovine dei luoghi da un lato e le nuove costruzioni dell’uomo dall’altro. In questo frangente si collocano e intessono anche la fotografia in bianco e nero di Antonello Sarao con le musiche curate da Stefano Civitenga e Domenico Rotiroti. Insieme riescono a portare lo spettatore sulla scia della nostalgia, in un contesto che ricorda gli immensi e brulli paesaggi da far-west dove la vita era difficile ma sempre pronta a guardare al futuro.

Il montaggio, delicato, segue in punta di piedi i padroni di casa che raccontano la propria storia e, facendone tesoro, lo riporta a chi voglia ascoltarla.

Le pause dell’uomo e i silenzi della natura si caricano poi di significati più della parola stessa e, assieme alla fotografia creano un connubio che si esplicita da solo.

POLVERE riesce perciò a commuovere e a far riflettere, diviene momento di chi siamo stati, di chi siamo e di chi potremo essere come comunità. Crea coesione sociale intorno all’arte, uno dei linguaggi più importanti nella vita dell’uomo e di un dato momento storico. Uno degli aspetti per cui valga combattere e vivere.

Recensione di Teresa Gallo

www.ildogville.it

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