La giornata di chiusura dello SHORT THEATRE di Roma

La giornata di chiusura dello SHORT THEATRE di Roma

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SHORT THEATRE. Il 13 settembre è l’ultimo giorno di programmazione del festival Short Theatre che chiude la sua XV edizione dopo 10 giorni di spettacoli, performance, installazioni, incontri e workshop che hanno animato gli spazi di WeGil, La Pelanda del Mattatoio Roma, il Teatro Argentina e il Teatro India.

Una chiusura che vede protagonista la regista e curatrice d’arte francese Marie Losier che, dopo il documentario dedicato a Felix Kubin, presenta il suo lavoro tributo a Genesis P-Orridge, cantante, musicista e artista fra i principali esponenti dell’industrial, da poco scomparso, di cui la Losier racconta la relazione d’amore e di vita con la sua compagna Lady Jaye. Seconda replica al Mattatoio per la coreografia di Jacopo Jenna e al Teatro Argentina per La Plaza del collettivo catalano El Conde de Torrefiel, un’ agorà  urbana che proietta ed elabora l’attenzione su un futuro sconosciuto attraverso il recupero di una memoria civile collettiva.

E poi ancora la presentazione del libro del critico teatrale Attilio Scarpellini Il tempo sospeso delle immagini e le selezioni musicali di Manu / Bob Junior. Ancora visibile l’installazione Liquid Violence di Forensic Oceanography regime di frontiera militarizzato nel Mar Mediterraneo.

Programma

Alle ore 18 il palco del Teatro Argentina vede protagonista il collettivo El Conde de Torrefiel con La Plaza, spettacolo in corealizzazione con il Teatro di Roma-Teatro Nazionale, che restituisce l’immagine della vita pubblica della città come luogo in cui convergono e collidono una molteplicità  di espressioni e di modi di stare al mondo. Lo spettacolo debutta nel 2018 ma vede la sua origine nel 2015/2016 dopo gli attacchi terroristici di Parigi, Bruxelles e Barcellona, una riflessione sullo spazio pubblico che in questo momento storico diventa sempre più spazio soggettivo.

Ci si sposta al Mattatoio alle 19 per Il tempo sospeso delle immagini, l’ultimo libro pubblicato per Mimesis da Attilio Scarpellini che dialoga con il critico letterario Andrea Cortellessa intorno al tema della rappresentazione della vita attraverso le immagini, uno dei più antichi dispositivi per trattenere la presenza reale dei corpi dal loro svanire nel tempo. Dalla video-arte di Bill Viola risalendo fino alla pittura di Masolino da Panicale o del Pontormo, da un racconto di Borges sulla creazione artistica al teatro, e dal teatro alla fotografia, queste tre riflessioni interrogano la capacità dell’immagine contemporanea di produrre una rottura estatica e di aprire uno stato di sospensione nel flusso “cronovoro” di una realtà sempre più estetizzata e spettacolarizzata.

Storia personale, storia collettiva e mondo virtuale si intrecciano nel lavoro del coreografo, performer e filmaker Jacopo Jenna che porta in scena alle 20.30 Alcune Coreografie, creato in collaborazione con l’artista visivo Roberto Fassone e con in scena il corpo e la danza di Ramona Caia. La danzatrice si misura dal vivo con un repertorio immenso di gesti, movimenti, coreografie esemplari della storia della danza accademica, popolare, d’avanguardia, in un montaggio cinematografico di immagini che prosegue fino a perdere il legame stesso con la figura umana, trasformandosi in puro movimento lasciato all’interpretazione del pubblico.

Attesissimo alle 21.30 il secondo documentario ritratto presentato dalla filmaker e curatrice francese Marie Losier, che in questa edizione di Short Theatre presenta due dei suoi film poetici, onirici e non convenzionali dedicati a due protagonisti del panorama musicale. Dopo Felix in Wonderland! l’11 settembre, nella serata finale va in scena il documentario The Ballad of Genesis and Lady Jaye dedicato alla mente dei Trobbling Ghriste, Genesis P-Orridge, cantante, musicista e artista fra i principali esponenti dell’industrial, pioniere dell’acid house, una delle figure più innovative e influenti della musica e delle belle arti negli ultimi 30 anni. Celebrato da critici e storici dell’arte come progenitore dell’industrial music, le sue innovazioni hanno trasformato il carattere del rock e della musica elettronica mentre i suoi prodigiosi sforzi per espandere i confini della performance dal vivo hanno radicalmente alterato il modo in cui le persone percepiscono il suono in un concerto.

Questo è solo il preambolo della storia. Sfidando i confini artistici, Genesis ha ridefinito la sua arte come una sfida ai limiti della biologia. Nel 2000, Genesis ha iniziato una serie di interventi chirurgici per assomigliare più da vicino al suo amore, Lady Jaye (nata Jacqueline Breyer), che è rimasta sua moglie e partner artistico per quasi 15 anni. Era l’ultimo atto di devozione e la più rischiosa, ambiziosa e sovversiva delle sue performance. Genesis ha chiamato questo progetto Creating the Pandrogyne, un tentativo di decostruire due identità individuali attraverso la creazione di un terzo indivisibile. The Ballad of Genesis and Lady Jaye, una storia d’amore e un ritratto di due vite che illustrano i poteri di trasformazione dell’amore e dell’arte.

Il film fonda un nuovo concetto di coscienza romantica, che sfida la disumanizzazione quotidiana del corpo prodotta dalla pubblicità e dalla pornografia.

A chiudere il festival la selezione in musicassette di Manu / Bob Junior che con un dj set realizzato con una doppia piastra a cassetta, porta alla luce tante produzioni contemporanee uscite esclusivamente su nastro, e quindi poco reperibili su internet, passando da produzioni DIY intime al post-punk e minimal synth-punk.

Short Theatre fa parte di Romarama, il palinsesto culturale di Roma Capitale.

Presentazione

Short Theatre

www.ildogville.it

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