UGO TOGNAZZI, sarcastico e ironico Conte Mascetti del  cinema italiano

UGO TOGNAZZI, sarcastico e ironico Conte Mascetti del cinema italiano

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UGO TOGNAZZI, tra i maggiori protagonisti della scena cinematografica e televisiva italiana, dopo gli esordi come comico nel varietà e nell’avanspettacolo, si fa apprezzare come imitatore e si afferma  proponendo una comicità amichevole basata sulla dialettica verbale. Tra le sue interpretazioni rimaste nella memoria degli spettatori l’intervento del conte Mascetti (Tognazzi) con il vigile Paolini (Mario Scarpetta) nel film Amici miei del 1975 diretto da Mario Monicelli. Il vigile vorrebbe multare in via dei Reani 17 a Firenze il Melandri per aver utilizzato in modo inopportuno il clacson, e il conte Mascetti enuncia: <<Tarapia tapioco! Prematurata la supercazzola o scherziamo?…>> Parole e frase senza senso, pronunciata con serietà per sbalordire e confondere l’interlocutore.

Ugo Tognazzi

Ugo Tognazzi: spirito irriverente verso la morale borghese

Ottavio Ugo Tognazzi nasce a Cremona il 23 marzo 1922, primogenito di una famiglia piccolo borghese, seguito due anni dopo da Ines. Il padre, Ermenegildo svolge l’attività di ispettore di una società di assicurazioni e per questo motivo la famiglia Tognazzi cambia spesso residenza nell’area lombardo-veneta, nei luoghi in cui deve curare la clientela. La madre, Alba Giavardi, casalinga, avrebbe voluto che Ugo diventasse sacerdote. Ugo sin da ragazzino è affascinato dall’avanspettacolo: comicità, belle donne, spirito irriverente verso la morale borghese.

Nel 1936 la famiglia Tognazzi ritorna a Cremona, in quanto il padre si ammala e il primogenito Ugo, come aiuto economico, trova un impiego di ragioniere nel locale salumificio Negroni. Continua a coltivare la sua passione, recitando nella Filodrammatica del Dopolavoro Ferroviario, dove raccoglie i primi consensi. Arruolato in marina, a La Spezia, insieme al cantante Lucio Ardenzi, allestisce vari spettacoli per le truppe, divertendo con barzellette e imitazioni.

Dopo l’armistizio del 8 settembre 1943 rientra a Cremona dove lavora come archivista e fa parte per un breve periodo delle Brigate Nere. Nel 1945 partecipa ad una serata per dilettanti al Teatro Puccini di Milano e viene scritturato dalla Compagnia teatrale di Wanda Osiris. Nel 1950 recita nel film comico  I cadetti di Guascogna di M.Mattoli insieme a Walter Chiari, Carlo Campanini, Mario Riva, Riccardo Brilli, Carlo Croccolo, Aldo Giuffré, affermati comici dell’epoca.

L’anno dopo conosce Raimondo Vianello e insieme formano una coppia comica di grande successo, lavorando per la Rai nel varietà Un due tre dal 1954 al 1959. È il primo esempio di satira televisiva che non risparmia i politici e il 25 giugno 1959 il duo mette in burletta un incidente occorso al Teatro alla Scala, volutamente ignorato dai principali mezzi di stampa. Un’imitazione del presidente della repubblica Giovanni Gronchi, caduto dalla sedia nel corso di un incontro ufficiale, viene sanzionata con la chiusura del programma che è al termine della quinta stagione. Il duo-comico viene allontanato dal piccolo schermo.

Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello

Dopo un ultimo episodio teatrale nel 1960 (Gog e Magog di Roger McDougall e Ted Allan), Tognazzi esordisce come regista di cinema dirigendosi in Il mantenuto (1961) come tranquillo impiegato dalla doppia vita notturna scambiato per protettore di prostitute.

Nello stesso anno 1961, Tognazzi, diretto da Luciano Salce,  interpreta il ruolo del protagonista, il graduato della milizia Primo Arcovazzi nel film drammatico Il graduato. Arcovazzi è un fascista convinto che ambisce la promozione a federale e si impegna con grande zelo all’incarico di trasportare un prigioniero politico, un intellettuale antifascista, il professor Erminio Bonafè (Georges Wilson) e non si accorge al suo arrivo a Roma che la città è caduta in mano agli angloamericani e che i fascisti e i tedeschi si sono ritirati al nord. Sarà lo stesso Bonafè a salvargli la vita dall’aggressione di partigiani che vogliono linciarlo.

È il primo film del quale Ennio Morricone abbia curato le musiche. Ottiene grande successo di pubblico. I critici affermano: Alfonso Canziani definisce il film (1978) <<una superficiale satira del fascismo non priva di punte qualunquiste e accattivante comicità>>. Gianpiero Brunetta (1982) ritiene che questo film <<abbia contribuito a maturare a livello di massa il senso del distacco completo dagli ideali e dal comportamento dell’italiano di Mussolini>>.

Nel 1962 Tognazzi recita nel film insieme a Vittorio Gassman La marcia su Roma, che sotto la veste tragicomica di una tipica commedia all’italiana, presenta invece una ricostruzione satirica dell’avvento del fascismo. Ancora in coppia con Gassman nel 1963, diretti da Dino Risi, nel film in venti episodi I mostri, un satira della società negli anni Sessanta.  

Le numerose proposte per il  cinema allontanano Tognazzi dal teatro  e dalla televisione, fatta eccezione negli anni Settanta della serie gialla FBI Francesco Bertolazzi investigatore (1970) sceneggiata da AGE (Agenore Incrocci) e Furio Scarpelli, un’edizione di Milleluci (1974) ancora in coppia con Vianello e vari spot pubblicitari dai toni umoristici. Dagli anni Sessanta Ugo Tognazzi è annoverato tra i cinque colonnelli del cinema italiano con Alberto Sordi, Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni

Negli anni Sessanta Tognazzi arriva a girare anche dieci film all’anno, ottenendo ruoli da protagonista. Accetta anche ruoli sgradevoli, come l’industriale milanese rampante di La voglia matta (1962, di Salce). Con il regista Marco Ferreri, suo grande amico, recita nel film Una storia moderna – l’ape regina (1963), oggetto di una lunga vicenda censoria. È la storia del quarantenne Alfonso (Tognazzi), commerciante di automobili che decide di sposarsi con Regina (Marina Vlady). Nella casa della sposa vicino al Vaticano, Regina è instancabile con le sue richieste sessuali. Alfonso si consuma sino a morire nel giorno in cui nasce suo figlio, mentre Regina prospera. Ferreri nei film che dirige sviluppa il tema dell’ossessione della coppia, della sconfitta perenne del maschio, della superiorità genetica della donna.  

Tognazzi impersona il gretto provinciale in  Il magnifico cornuto (1964, di A.Pietrangeli). Nella commedia all’italiana Controsesso, (1964), strutturata in tre episodi di ordinaria devianza, diretti da Franco Rossi, Marco Ferreri e Renato Castellani, Tognazzi recita nell’episodio de Il professore.

Ancora del 1964 è il film satirico La vita agra di Carlo Lizzani dall’omonimo romanzo di Luciano Bianciardi. Sempre del 1964 è il secondo film con Ferreri La donna scimmia in cui Tognazzi è il cinico sfruttatore di Maria (Annie Girardot) che ha il corpo coperto da una fitta peluria e vive segregata in un ospizio per vecchi di cui però poi si innamora. La trama si ispira alla storia vera di Julia Pastrana, donna messicana ipertricotica, che muore dando alla luce un figlio e viene sfruttata come fenomeno da baraccone da Theodore Lent che la fa imbalsamare insieme al figlio neonato per esibirli al pubblico.

Con Ferreri nel 1965 Tognazzi recita nell’episodio Oggi, domani e dopodomani de L’uomo dei cinque palloni, nel 1966 La marcia nuziale, nel 1967 L’harem, nel 1972 L’udienza, nel 1973. Nel film Barbarella (1968) di Roger Vadim Tognazzi accanto a Jane Fonda incarna l’amore fisico e la mascolinità di un futuro asessuato. Sempre nel 1968 Ugo Tognazzi con il regista Gian Luigi Polidoro attua una <<vendetta creativa>> interpretando il film Satyricon, fatto uscire prima del capolavoro felliniano. Questo perché Tognazzi è deluso da un mancato appuntamento con Federico Fellini.

In splendori e miserie di Madame Royale (1970) di Vittorio Caprioli, Tognazzi è Alessio, un omosessuale ex-ballerino poi corniciaio che ha cercato di allevare come una figlia la giovane Mimmina che però finisce in carcere. Per aiutare Mimmima Alessio diventa delatore della polizia e ne rimane vittima. Ancora nel 1970 Venga a prendere il caffè da noi di Lattuada,  tratto dal romanzo La spartizione di Piero Chiara pubblicato nel 1964. Tognazzi è l’invalido di guerra Emerenziano Paronzini, impiegato presso il Ministero delle Finanze e trasferito a Luino dove conosce le tre ricche sorelle Tettamanzi e ne sposa una. Tornato dal viaggio di nozze, corteggiato dalle due cognate, ne diventa l’amante. Diventerebbe anche l’amante della giovane cameriera, ma colto da trombosi finisce in carrozzella, muto, servito e riverito.

La grande abbuffata (1973), un capolavoro rimasto nella memoria collettiva; un apoteosi dell’intreccio sesso-cibo-morte.  Nel 1974 Non toccare la donna bianca, ovvero la battaglia del Little Bighorn del 1876 rivisitata in chiave surreale e ambientata a Parigi in tempi attuali.

Nel film Il gatto (1977, Luigi Comencini) fratello sorella, Tognazzi e Melato) eredi di un palazzo di gran pregio al centro di Roma indagano nell’intimità nei loro inquilini per scoprire i loro segreti e farli cadere in trappole.

Nel film La terrazza di E. Scola (1980) vengono presentate cinque storie intime di alcuni personaggi che nelle sere d’estate si riuniscono su una terrazza romana; Tognazzi è Amedeo un produttore cinematografico vittima dei capricci della moglie.

Dal Conte Mascetti di Amici miei al Vizietto

Tognazzi raggiunge l’apice del successo nelle trilogie di Amici miei (1975 e 1982 di Monicelli Amici miei atto terzo 1985 di Nanni Loy) e Il vizietto (1978 e 1980 di Eduard Molinaro e Matrimonio con vizietto 1985 di Georges Lautner). Si autodirige in cinque film: Il mantenuto (1961), Il fischio al naso (1966), Sissignore (1968), Cattivi pensieri (1976), I viaggiatori della sera (1979) e nella serie televisiva FBI (Francesco Bertolazzi Investigatore, 1970).

Ritorna al teatro con Sei personaggi in cerca d’autore a Parigi (1986), in L’avaro (1988) e con Arturo Brachetti in M.Butterfly (1989).

VITA PRIVATA

Nel 1954 Ugo Tognazzi si innamora di Pat O’Hara, ballerina inglese d’origine irlandese, dalla quale ha un figlio Ricky, ma che non sposò mai. Nel 1961 conosce Margarete Robsahn, attrice norvegese, sua partner ne Il mantenuto, che sposa nel 1963 e con la quale nel 1964 ha il figlio Thomas che diventa a sua volta produttore e regista. Si sposa con l’attrice Franca Bettoja dalla quale ha due figli, Gianmarco nel 1967 e Maria Sole nel 1971.

Tognazzi allestì una grande casa a Velletri dove vissero tutti, Franca Bettoja e figli. Questa villa è ora aperta al pubblico per iniziative culturali. Tognazzi, grande appassionato di cucina, preparava cene speciali per parenti e amici e pubblicò diversi libri di “risate e cucina“.

Negli ultimi anni della sua vita si ammalò di depressione. Muore nel sonno per un’emorragia cerebrale.

Judith Maffeis Sala

Ugo Tognazzi, sito web

www.ildogville.it

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