A VISO APERTO di Ambrogio Crespi, il film girato nelle zone Covid durante il Lockdown

A VISO APERTO di Ambrogio Crespi, il film girato nelle zone Covid durante il Lockdown

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A VISO APERTO di Ambrogio Crespi e con Lorenzo Flaherty (voce narrante) è l’unico film girato nelle zone Covid più colpite durante l’emergenza sanitaria, tra febbraio e maggio 2020. La pellicola, prodotta da Index Production e Cineteca Milano, racconta vivide esperienze che tracceranno per sempre un solco nella storia contemporanea, dividendo tutto in prima e dopo

Il docufilm parte dalla Lombardia, Piemonte e Veneto, ed è il racconto di un viaggio all’interno di un territorio devastato dalla pandemia ma che grazie al coraggio dei dirigenti sanitari, dei medici e degli infermieri, delle forze dell’ordine, degli imprenditori e dei suoi cittadini, ha saputo reagire e arginare il devastante espandersi del virus.

Trailer

Sinossi

A VISO APERTO è un docu-roadmovie che racconta quanto accaduto tra i mesi di febbraio e maggio 2020. Mentre stava accadendo. È l’unico film girato nelle zone Covid più colpite durante l’emergenza sanitaria. Il film parte dalla Lombardia, Piemonte e Veneto. Come una linea immaginaria che rappresenta il punto di contatto nella battaglia contro il virus.

Il documentario racconta come in pochi giorni nelle città di Cremona, Crema, Bergamo, Brescia e Milano, lontani dai rumori della politica, si siano costruiti degli ospedali specifici per contrastare il Coronavirus. Grazie all’aiuto di medici cubani, di medici e infermieri di Emergency, dell’Esercito Italiano, e di tante altre associazioni locali, gli ospedali di queste province sono riusciti a costruire una linea Maginot all’interno della quale ancora si combatte per frenare l’avanzata del nemico invisibile. Inoltre, abbiamo raccontato come hanno saputo reagire i Pronto Soccorso e la specificità del Veneto.

Ma per combattere questa guerra e frenare l’avanzata dell’infezione, medici e infermieri hanno bisogno di camici e mascherine protettive. Ed è per far fronte a questa necessità primaria che alcuni imprenditori si sono subito rimboccati le maniche riconvertendo le proprie aziende per metterle al servizio di questa durissima battaglia. Nel giro di pochi giorni questi imprenditori sono stati in grado di creare una vera e propria “filiale dei presidi sanitari”, che
parte dalla riconversione dei macchinari, passa dalla produzione del tessuto specifico per camici e mascherine, continua con il processo di confezionamento, e termina con la certificazione ministeriale.

È il racconto di come ogni azienda abbia saputo fare la sua parte per fare in modo che gli uomini impegnati in prima linea avessero dispositivi sanitari a sufficienza per poter operare in sicurezza.
Per non dimenticarci degli ultimi, uno sguardo è dedicato anche a chi l’epidemia l’ha vissuta all’interno del carcere, con la difficoltà di vivere in una situazione di doppia coercizione.
Come ogni guerra, anche questa battaglia si combatte su più fronti.
E se la prima linea è senza dubbio quella sanitaria, altrettanto importante è il fronte economico. Del resto questa emergenza rischia di lasciare dietro di sé delle conseguenze economiche e sociali devastanti, che riportano indietro le lancette della storia al 1945.

Come in un reportage di guerra realizzato sul campo di battaglia, A VISO APERTO è un viaggio attraverso queste esperienze che tracceranno per sempre un solco nella nostra storia contemporanea, dividendo tutto in un prima e un dopo. Tuttavia il documentario vuole chiudere con un messaggio di speranza, rappresentato dalla capacità degli italiani di pedalare nel momento del bisogno.
Il film vuole chiudere con un messaggio di speranza che rappresenterà una sorpresa emotiva per i telespettatori.

Ambrogio Crespi

A viso aperto
Ambrogio Crespi

Il regista Ambrogio Crespi ha iniziato la sua carriera collaborando alle produzioni televisive e teatrali con Gianfranco Funari. È stato vicepresidente della società di produzione Alto Verbano, dove ha sviluppato progetti cinematografici, televisivi e teatrali. È stato anche direttore della Timing Film Project che ha prodotto Geo&Geo per la Rai. Ha lavorato alla produzione di numerosi spot pubblicitari per le principali aziende italiane e internazionali. Tra le sue produzioni si contano Schegge di memoria prodotto da Zètema e un docuweb su Edi Rama, primo ministro dell’Albania.

Per quel che riguarda la produzione documentaristica, nel 2013 realizza Enzo Tortora, una ferita italiana, docufilm con il quale nel 2014 ha vinto il SIFF – Salento International Film Festival – nella sezione dedicata ai documentari. Sempre nel 2014, in occasione del Taormina Film Fest, ha presentato il suo docufilm Capitano Ultimo, le ali del falco in cui racconta la realtà dell’associazione creata dal Capitano Sergio De Caprio e che vede la partecipazione di Raoul Bova.

Nel 2015 con la produzione di Music Life e Sviluppo Campania è autore e regista insieme a Sergio Rubino del docufilm Malaterra di Gigi D’Alessio, presentato anch’esso al Taormina Film Fest e proiettato in tutta Europa dal cantante napoletano in occasione del Malaterra World Tour.

Nel 2016 con la produzione IndexWay (Index Production) ed Mb Rent è autore e regista del docufilm Giorgia Vive che narra la storia di Giorgia Benusiglio. Vincitore del Premio Cariddi alla sessantaduesima edizione del Taormina Film Fest.

Presentazione

https://www.cinetecamilano.it

www.ildogville.it

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