MARLON BRANDO. L’introspezione nella recitazione e nella vita

MARLON BRANDO. L’introspezione nella recitazione e nella vita

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MARLON BRANDO, (3 aprile 1924-1 luglio 2004), stella indiscussa del cinema americano e tra i più grandi attori di tutti i tempi. con il suo ingresso nel mondo nel teatro e poco dopo del cinema, rivoluziona totalmente lo stile recitativo. Diversamente dalla teatralità che si limita a imitare le emozioni del personaggio da interpretare – un metodo sino a quel periodo utilizzato – Brando attua il concetto dell’immedesimazione con un approfondimento psicologico del personaggio e la ricerca di affinità tra il personaggio stesso e l’attore. Ne consegue un’esternazione di emozioni interiori espresse con la fisicità del corpo e dei toni di voce che producono una credibilità scenica (metodo Stanislavsky).

Dotato di una presenza fisica atletica e imponente, in contrasto con un volto angelico e dall’espressione imbronciata, Marlon Brando, è il divo tra i più sensibili e talentuosi del cinema hollywoodiano, interprete carismatico con una forte carica sessuale. Coraggioso e imprevedibile nella scelta dei ruoli, presta la sua bellezza virile a personaggi complessi, ambigui e combattuti.

Marlon Brando: grande attore bello e dannato

Marlon Brando nasce ad Omaha, in Nebraska, il 3 aprile 1924, terzogenito, dopo due sorelle, Jocelyn (1919-2005) e Frances (1922-1994), dai genitori Marlon Brando Sr., di origine francese, e di Dorothy Julia Pennebaker. Molto affezionato alla mamma, all’età di undici anni, dopo il divorzio dei genitori, la famiglia si trasferisce a Santa Ana in California. Dopo gli studi di base, viene iscritto alla Shattuck Military Academy, ma indisciplinato e insofferente alle regole gerarchiche che vigono in caserma, viene espulso dall’Accademia militare del Minnesota. Raggiunge le sorelle a New York e qui frequenta la scuola d’Arte Drammatica The Dramatic Workshop, fondata da Erwin Piscator, dove è allievo di Stella Adler e l’insegnamento è ispirato al metodo Stanislavskij. Tra i suoi compagni di studio ci sono artisti del calibro di Harry Belafonte, Shelley Winters e Rod Steiger.

Marlon Brando

La fortuna nella carriera d’attore giunge a Marlon Brando il 3 dicembre 1947, quando il ventitreenne  bel ragazzo dell’Illinois si esibisce sul palcoscenico dell’Ethel Barrymore Theatre, protagonista di A Streetcar named Desire (Un tram che si chiama desiderio) dramma di Tennessee Williams. Brando nel ruolo di Stanley Kowaski, vestito in jeans e maglietta trasmette una forte carica sessuale, esprime durezza, sadismo e, nel medesimo tempo, fragilità e ribellione e gli spettatori ne sono avvinti. Il giorno successivo la stampa lo acclama. Per due anni ci sono repliche e tournée di questo dramma.  

Nel percorso di formazione recitativa, è basilare per Marlon Brando l’incontro con il maestro del teatro politico d’avanguardia Erwin Piscator, fuggito dalla Germania nazista e fondatore insieme a Stella Adler del Dramatic Workshop. Il sodalizio fra Marlon Brando e Elia Kazan (1909-2003), attore, scrittore, sceneggiatore, regista, promotore del metodo Stanislavskij e soprattutto fondatore del laboratorio teatrale Actor’s Studio, avviene negli anni Cinquanta, prima in teatro poi sul grande schermo. Marlon Brando interpreta i personaggi con realismo, in modo spregiudicato e violento che induce ad una riflessione interiore.

Nel 1950 Brando interpreta The Men, diretto da Fred Zinnemann, nel  ruolo di George, un ufficiale paraplegico reduce di guerra e per un mese frequenta un ospedale per disabili per studiarne il comportamento. Il 1951 è l’anno di A streetcar named Desire (Un tram che si chiama desiderio) che conferma il successo di Marlon Brando e la notorietà di Elia Kazan.

Marlon Brando
Marlo Brando: Un tram chiamato desiderio

Seguono capolavori di recitazione come in :Viva Zapata! (1952), Julius Caesar (Giulio Cesare, 1953), On the Waterfront (Fronte del Porto 1954) per il quale ottiene l’Oscar; The tea house of the August moon (La casa da tè alla luna d’agosto, 1956, diretto da Daniel Mann), Sayonara (diretto da Joshua Logan, 1957), The young lions (I giovani leoni, 1958, di Edward Awards), The fugitive kind (Pelle di serpente di Sidney Lumet, 1960); Mutiny on the Bounty (Gli ammutinati del Bounty, 1962), ultima pellicola diretta dal regista Lewis Milestone, un adattamento del romanzo L’ammutinamento del Bounty di Charles Nordhoff e James Norman Hall del 1932, a sua volta ispirato a all’ammutinamento del Bounty che accadde nel 1789.

Le interpretazioni di Brando negli anni Sessanta e Settanta risultano più complesse.

The Chase, La Caccia, del 1966, diretto da Arthur Penn descrive l’animosità degli abitanti di una cittadina del Texas all’arrivo di un evaso. Lo sceriffo Calder (Brando) tenta di salvare l’uomo dalla cieca furia e dalla brutalità degli abitanti. Reflection in a Golden Eye (Riflessi in un occhio d’oro, 1967, di Arthur Penn), nel film Brando interpreta il maggiore Penderton sposato con Leonora (Liz Taylor) ma è impotente e segretamente omosessuale. A cuntess from Hong Kong è l’ultimo film diretto da C. Chaplin nel 1967.

Nel 1969 Grillo Pontecorvo dirige Brando in Queimada, un film drammatico che vuole essere una critica ad ogni forma di colonialismo. La straordinaria interpretazione di Don Vito Corleone nel film del 1972 The Godfather – Il padrino – diretto da F.F. Coppola, vale a Brando il secondo Oscar. Brando, tuttavia, rifiuta di presentarsi alla cerimonia in segno di protesta per il modo in cui venivano trattati gli indiani nativi d’America da parte degli Stati Uniti e di Hollywood. Al suo posto Brando invia una nativa americana di nome Sacheen Littlefeather, incaricata di leggere il suo discorso di protesta. Brando è il secondo attore nella storia del cinema ad aver rifiutato tale premio dopo George C. Scott.

Ultimo tango a Parigi, interpretato da Brando e Maria Schneider, film scandalo del 1972 scritto e diretto da B. Bertolucci esce in anteprima mondiale a New York. Ha dato notorietà a Bertolucci, è un’opera molto discussa ed è considerata oggi un classico del cinema erotico. La censura avviò un procedimento penale del film, decretato per la distruzione il 29 gennaio 1976, per essere poi riabilitata nel 1987. Nel 2002 l’AFI lo ha inserito al 48° posto della lista dei 100 migliori film sentimentali di tutti i tempi. La leggenda narra che Brando girava ogni scena solo una volta con perfezione interpretativa.

Marlon Brando: Ultimo Tango a Parigi

The Missouri Breaks è un film western del 1976, diretto da Arthur Penn. Il titolo del film si riferisce ad un’area desolata e irregolare del Montana centro-settentrionale dove il fiume Missouri ha scavato nel corso del tempo profonde fenditure nel suolo chiamate breaks. Ancora nel 1976 Brando recita in Improvvisamente, un uomo nella notte, ottenendo una nomination ai premi BAFTA. Brando è  Jor-El, il padre del supereroe Superman (1978).

Nel film del 1979 Apocalypse Now, diretto da F.F.Coppola, Brando è il disertore colonnello Walter Kurtz. Liberamente ispirato al romanzo di J.Conrad Cuore di tenebra, il film è sulla guerra del Vietman.

Grande amatore indomabile e dall’animo inquieto

La sua vita privata è stata segnata da delusioni e grandi dolori. Tre matrimoni falliti – con l’attrice Anna Kashfi (dal ’57 al ’59), con Movita Castaneda (dal ’60 al ’68), e l’ultimo con la polinesiana, protagonista degli Ammutinati del Bounty , Tarita Teripia (1962-1972). Tantissime le relazioni turbolente e si vocifera non solo eterosessuali.

Brando ha avuto diversi figli: Christian Devi, Miko, Rebecca, Simon Tehotu, Cheyenne, Stefano e Ninna Priscilla. Ha anche adottato Petra Barrett (figlia della sua assistente Caroline Barrett e dello scrittore James Clavell).

Il sui più grandi dolori sono stati l’arresto del figlio maggiore Christian nel 1990, condannato a dieci anni di carcere per aver ucciso Dag Drollet, l’amante della bella sorellastra Cheyenne, tossicodipendente, e il suicido di Cheyenne nel 1995.

Marlon Brando
Marlon Brando e la figlia Cheyenne

Nel corso degli anni Marlon Brando aveva perso la sua bellezza carismatica e maledetta. Era ingrassato, rimasto solo e con poco denaro. L’ultimo film in cui recita è The score nel 2001 diretto da Frank Oz ed è l’unico interpretato con Robert De Niro. Le sue condizioni di salute peggiorano e non gli consentono più di girare altri film fino alla sua morte avvenuta nel 2004. La causa del decesso è attribuita ad una crisi respiratoria dovuta ad un enfisema polmonare che lo affliggeva da tre anni. Al suo funerale partecipano moltissime celebrità e suoi grandi amici. Per sua esplicita volontà, viene cremato e le sue ceneri disperse a Tahiti e nella Death Valley.

Molti dei film interpretati da Brando vengono considerati capolavori, sono stati visti da 800 milioni di spettatori, un primato unico nella storia del cinema americano, e ancor oggi riscuotono successo.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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