PROMONTORIO NORD 2020. A Messina il teatro al tramonto

PROMONTORIO NORD 2020. A Messina il teatro al tramonto

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PROMONTORIO NORD 2020. Rassegna ecologica di teatro al tramonto. È stata confermata la IV edizione della rassegna teatrale ideata e diretta da Roberto Zorn Bonaventura, il 13-22-26 e 28 agosto.

Anche quest’anno, nello splendido scenario della Tenuta Rasocolmo, si terrà la rassegna Promontorio Nord, ideata e diretta da Roberto Zorn Bonaventura. Giunta alla quarta edizione, sul palco nel boschetto a picco sul mare, si alterneranno artisti che proporranno i loro spettacoli al tramonto senza l’ausilio di luci o impianti di amplificazione. Una scelta “ecologica” che è stata sempre molto apprezzata dal pubblico e dagli artisti, per la possibilità unica di vedere lo spettacolo in modo intimo e naturale.

Alla fine di ogni performance lo spettatore avrà la possibilità di degustare i prodotti tipici accompagnati dai vini della Tenuta Rasocolmo. Quest’anno la direzione artistica ha voluto coinvolgere artisti del territorio che stanno confermando le proprie capacità in ambito nazionale, come Simone Corso, che proporrà un lavoro nato e cresciuto sui Nebrodi, nel comune di Novara di Sicilia. Una serata completa in cui il drammaturgo di Patti presenterà anche il libro nato da questa esperienza e la mostra fotografica legata al progetto.

La rassegna prevede anche la presenza di artisti giovani emergenti come Davide Colnaghi che, insieme ad Anna Mazzeo, alla maniera dei cantastorie, propone un interessantissimo lavoro su un periodo particolare della vita del grande cantautore Fabrizio De Andrè. Per finire un importante e apprezzato ospite come Maurizio Marchetti che ci porterà, con le musiche di Dino Lopardo, la voce di Faisal Taher e l’interpretazione di Sabrina Marchetti, in un viaggio denso di Strane Storie.

Evento particolare e speciale della rassegna, il ritorno del regista e autore Giovanni Gionni Boncoddo che, con Daniela Conti e Enzo Cambria, ci proporrà una lettura teatrale al tramonto del suo Born in Spadafora.

Info e prenotazioni +39 393 3343760
info@cantinagiostrareitano.com

Promontorio Nord
Tenuta Rosocolmo

13 agosto spettacolo, presentazione libro e mostra fotografica

Casca il vento

Dal progetto Il deserto e la fortezza, ideazione e regia Simone Corso
con Adriana Mangano, Francesco Natoli e Simone Corso, senza Giuseppe Capodicasa, organizzazione Stefania Catalfamo, foto di scena Giuseppe Contarini, con il sostegno del Fondo PSMSAD e il patrocinio del comune di Novara di Sicilia

Oggi, il 54% della popolazione mondiale (circa 4 miliardi di persone) vive
nelle grandi città. Appena due secoli fa, solo il 3% (in rapporto al totale della
popolazione di allora) abitava nelle aeree più urbanizzate.
Un recente studio dell’ONU sullo Sviluppo Urbano Sostenibile ha rivelato che
entro il 2030 altri 2 miliardi di persone migreranno verso le metropoli con un
impatto senza precedenti sulle infrastrutture e le risorse esistenti, arrivando a
sfiorare il 70% del totale della popolazione globale che vive lontana dai piccoli
centri e dalle zone rurali che, al contrario, soffrono un lento e inesorabile
spopolamento. Proprio per questo, da qualche anno, in Italia, si improntano
azioni mirate di sviluppo sostenibile e valorizzazione del patrimonio
economico, sociale, ambientale e culturale dei 5.591 comuni italiani con una
popolazione al di sotto dei 5mila abitanti
.

Partendo da queste considerazioni nasce il progetto di ricerca teatrale Il deserto e la fortezza, di cui Casca il vento è l’esito scenico. Scegliendo Novara di Sicilia come sede della nostra ricerca, abbiamo indirizzato la nostra attenzione sull’ambivalenza che i cittadini di questi piccoli centri vivono ogni giorno: cosa rimane di questi luoghi, oggi, nel 2020, a parte vecchie mura di pietra e calcestruzzo? Quali possibilità si celano dietro quei vicoli che si arrampicano sui fianchi della Storia? Quali sfide? Si tratta, forse, degli ultimi presidi di tradizione, storia e cultura che si ergono a salvaguardia dell’identità di un popolo contro l’avanzata del Presente; o fortezze sperdute, senza futuro, condannate ad essere inghiottite dal deserto che si fa attorno, e da cui fuggire finché si è in tempo?

Casca il vento è il risultato di questa ricerca. 17 intervistati, uomini, donne,
bambini, anziani, emigrati ed immigrati ci hanno fatto dono della propria
esperienza e delle proprie aspettative per scrivere insieme un racconto teso
tra il passato e il presente per capire, attraverso il viaggio nella Storia di una
città siciliana, come cambia il mondo e come cambia l’Uomo.

La serata prevede alle 18.30 lo spettacolo, a seguire la presentazione del libro di Simone Corso a cura di Dario Tomasello e la mostra fotografica Lo spirito della fortezza a cura di Giuseppe Contarini.

22 agosto

Volta la carta – I tarocchi di Faber

Regia e scrittura Anna Mazzeo e Davide Colnaghi, con Davide Colnaghi
produzione Le perle di vetro.

Un cantastorie, che con la sua sola voce ed una chitarra accompagna la nostra fantasia ed i nostri ricordi. Siamo alla fine degli anni 50.
Fabrizio de André rischia di diventare un mediocre avvocato. Ma è molto più di questo. Fabrizio è un giovane borghese, colto, intollerante alle infamie del potere, anticonformista, anarchico, liberale, con una smisurata passione per alcol e sigarette, amico e amante appassionato delle bagasce, marito inaffidabile, musicomane e divoratore accanito di libri.

Poteva avere una vita tranquilla come tanti, il suo lavoro, la famiglia e le serate tra amici in cui poteva strimpellare la chitarra, discutere di politica nei salotti della Genova bene e magari incidere qualche disco per togliersi il capriccio.
Ma, fortunatamente, il Destino aveva in serbo altre Carte per lui. Era uno che faceva ciò che gli andava di fare, quando gli andava di farlo. E ciò che faceva,
non era per caso, per uno sfizio o per un dovere. C’era un motivo che spingeva ogni sua azione, un fine, qualcosa che lui voleva raccontare, far conoscere, spiegare; aveva il costante desiderio di voler spiegare e la perenne paura di poter non essere capito.

E dunque non a caso, sul palcoscenico del suo ultimo tour – ma lui non poteva immaginare fosse l’ultimo – volle con sé un castello di Carte come scenografia.
Un castello di carte come quelli che i bimbi fanno per gioco. Fatto di Tarocchi
.
Si tratta di Tarocchi di tradizione liguro-piemontesi, ormai rari da trovarsi. L’iconografia di questi Tarocchi si rifà a quelli della tradizione marsigliese, i più antichi e scevri da manipolazioni di cui si abbia conoscenza, ripresi, restaurati e studiati da Alejandro Jodorowsky.

Il suo lavoro, spoglia i Tarocchi dalla veste divinatoria e li rende strumenti di
consapevolezza interiore e crescita personale. Senza arrampicarsi in predizioni di futuro degne di ciarlatani, i Tarocchi diventano uno specchio dell’anima, aiutano a sviluppare la coscienza e a capirsi meglio, indicando, suggerendo e mai imponendo.

A far da scenografia sul palco di Fabrizio c’erano il Bagatto, la Ruota, il Giudizio, l’Eremita -alternato con l’Arcano senza Nome – il Carro, il Sole, la Luna e le Stelle. Perché loro e non altri? Perché, tra i ventidue arcani maggiori, questa scelta, quest’ordine? Così, senza pretese di voler strafare con spiegazioni o interpretazioni azzardate, abbiamo provato a rispondere al “perché?” a modo nostro… Ed è così che nasce “Volta la carta, I Tarocchi di Faber”. Un monologo, atto unico in cui Destino accompagna Fabrizio nella sua vita come un amico invisibile ma sempre presente.

È fatto di immagini, cronaca, aneddoti e soprattutto di canzoni.
Davide Colnaghi racconta e canta scoprendo, uno ad uno, i suoi Arcani.
Ogni carta ha una storia ed è come se vibrasse di una musica che si intreccia con la vita di Fabrizio. O è la vita di Fabrizio che si intreccia con le Carte?
Questo è ciò che racconteremo.

26 agosto

Strane storie

La vita si ingegna ad inventare trame che mai nessuno scrittore riuscirebbe ad immaginare”.
(Isaak Babel)

Con Maurizio Marchetti, Sabrina Marchetti, e con Dino Lopardo, con la partecipazione straordinaria di Faisal Taher
Ognuno ha tante storie. Tante facce nella memoria…” recita il prologo di una canzone (Sempre) di Gabriella Ferri. E tante storie sono strane… ma forse tutte le storie sono strane… Noi ci ingegniamo a trovarne e raccontarne di più o meno strane, cerchiamo di recuperare l’Arte del Racconto (l’affabulazione va tanto di moda da quando in Italia si è rinunciato al Teatro di Prosa), spaziando da letteratura a teatro, da poesia a cronaca…il tutto condito dalle musiche di Dino Lopardo. “E poi tutto qui?…” recita una canzone di Ornella Vanoni.
Sí. Tutto qui. Noi e il pubblico a confrontare le nostre fantasie. Le nostre realtà (“la realtà è uno stato mentale”). Parole e note fuse nella musica della vita.

28 agosto

Born in Spadafora

Una lettura teatrale al tramonto di Giovanni Gionni Boncoddo, con Daniela Conti ed Enzo Cambria. È un testo che nasce intorno alle polemiche negli anni susseguitosi (e che si susseguono) intorno alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Poi, con il trascorrere del tempo, è passato dalla dinamica di scrittura – Ponte sullo stretto – alla dinamica di scrittura – Storia di uno spadaforese che lascia la terra di Sicilia per tentare la carriera d’attore. È cosa piuttosto ovvia vista la volontà di voler sempre essere attore alla maniera di Gian Maria Volontè, vale a dire socialmente, politicamente e culturalmente impegnato senza mai perdere di vista il percorso d’attore. In questa non facile impresa di lettura di Born in Spadafora, sono in scena due attori assolutamente di spicco e di valore: Daniela ContiEnzo Cambria.

Presentazione

http://www.tenutarasocolmo.com/index.php

www.ildogville.it

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