MARYLIN MONROE, icona e mistero irrisolto di Hollywood

MARYLIN MONROE, icona e mistero irrisolto di Hollywood

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MARILYN. Norma Jean Mortenson o Baker alias Marilyn Monroe, attrice mito biondo e sexy di Hollywood, nata il 1 giugno 1926 a Los Angeles, muore il 5 agosto 1962, a soli 36 anni. Nuda, riversa sul letto con la cornetta del telefono in mano, nella sua camera da letto, chiusa a chiave e con la luce accesa.

Così la scorge dalla finestra del giardino Eunice Murray, sua governante, accompagnatrice e infermiera, esortata da Ralph Greeson, lo psicanalista di Marilyn. Greeson si precipita alla casa, rompe il vetro della finestra, penetra nella stanza e si accerta della morte di Marilyn. Chiamato, sopraggiunge anche il dottor Hyman Engelberger che conferma il decesso. I due medici si consultano e in assenza di ferite, giungono all’ipotesi di un’overdose di barbiturici. Viene avvertita la polizia, il Coroner dopo l’autopsia chiude il caso e lo interpreta come un incidente o un probabile suicidio. Dopo 58 anni, ci sono ancora dubbi su questa tragedia.

Marylin

Marylin. Triste storia di una ragazza che da sola conquistò il mito

Abbandonata dalla madre, Gladys Pearl Monroe (1902-1984), mentalmente instabile, Norma passa da una Casa Famiglia all’altra. Una buona amica di Gladys, Grace McKee, archivista di pellicole alla Columbia Pictures, diventa sua tutrice e la coinvolge nell’interesse al cinema e alla vita hollywoodiana. Nel 1941, Norma frequenta una scuola pubblica e lì conosce James Dougherty, i due si sposano nell’anno successivo, quando Norma ha soltanto 16 anni. James si arruola nella marina mercantile e parte per il Pacifico.

Norma lavora come operaia alla Radio Plane e qui, nel 1945, David Conover fotografa le ragazze per tenere su il morale al fronte. Norma viene eletta Miss Lanciafiamme e Conover le consiglia di intraprendere la carriera di modella. Emmeline Snively, direttrice della Blu Book School of Charm and Modeling, la più importante agenzia pubblicitaria di Hollywood, se ne prende cura, riesce trasformarla in modo che venga ingaggiata per importanti servizi fotografici e attiri l’attenzione della case cinematografiche.

Marylin
Marylin: foto giovanile

Il 24 agosto 1946, Norma firma il suo primo contratto cinematografico con la Fox, lavorando con il regista Ben Lyon che le suggerisce di scegliere il nome d’arte Marilyn Monroe.

Nel 1947, Marilyn prende parte al suo primo film The Shock Miss Pilgrim di Gerge Seaton, ma non compare, si ode solo la sua voce (ruolo di centralinista). Successivamente compare  in Scudda-hoo! Scudda-hay! In cui pronuncia una sola battuta (Salve) e appare sulla canoa. Nel 1948 prende parte al film Dangerous Years e vince il Concorso di Bellezza Miss California Artichoke Queen.

Grazie all’agente Max Arnow, ottiene un contratto alla Columbia Pictures ed interpreta il ruolo di attrice protagonista nel film Orchidea bionda, un musical con la regia di Phil Karison. Divorzia dal primo marito. Nel 1949  le viene data una piccola parte nel film dei fratelli Marx Una notte sui tetti. Johnny Hyde la nota e la fa inserire nel cast di Giungla d’asfalto di John Huston. Viene apprezzata dalla critica. Sempre su segnalazione di Hyde è chiamata nel cast di Eva contro Eva di Joseph Leo Mankievicz.

Tom Kelley nel 1949 le propone di posare nuda per il calendario sexy Miss Golden Dreams. Hugh Hefner acquisisce il diritto di usare quelle foto, proibite in diversi Stati, e le pubblica sul primo numero di Playboy.

Johnny Hyde viene stroncato da un attacco di cuore il 18 dicembre 1950, ma prima di morire, garantisce il futuro professionale a Marilyn, procurandole un contratto settennale con la 20th Century Fox. Dopo alcuni ruoli minori, nel 1951 Monroe recita in Mia moglie si sposa di Richard Sale ed è una delle presentatrici della cerimonia di premiazione degli Oscar. All’Università della California studia Critica Letteraria e Artistica.

Il 7 aprile del 1952, appare sulla copertina del settimanale Life. Nello stesso anno prende parte al film La confessione della signora Doyle diretto da Fritz Lang. Alcune pellicole del 1952  hanno successo di pubblico e critica, tra queste: Matrimoni a sorpresa di Edmund Goulding con Ginger Rogers e Il  magnifico scherzo di Howard Hawks con Cary Grant, Ginger Rogers e Charles Coburn, dove la Monroe appare per la prima volta con i capelli biondo platino.

La tua bocca brucia di Roy Ward Baker con Richard Widmark e Anne Brancroft nel quale è protagonista. Marilyn recita ne Il poliziotto e il salmo, un episodio diretto da Henry Koster de La giostra umana con Charles Laughton. Nel 1953, Darryl F. Zanuck, produttore cinematografico, la richiede nel cast di Niagara, girato alle cascate di Niagara, noir, drammatico,  diretto da Henry Hathaway. È il suo primo film in technicolor, l’unico in cui interpreta un personaggio malvagio ed è straordinariamente affascinante in un abito scarlatto.

Una splendida Marilyn canta, recita, balla nel film del 1953 Gli uomini preferiscono le bionde, un adattamento cinematografico del romanzo di Anita Loos. Marilyn recita insieme a Jane Russell e le due attrici diventano amiche. Come sposare un milionario del 1953 è una commedia sentimentale, interpretata dalla Monroe insieme a Betty Grable e Lauren Bacall, con la regia di Jean Negulesco. Sempre nel 1953, all’età di 27 anni, la Monroe si classifica al primo posto della Quigley Poly, indicante gli attori di maggior successo commerciale, posizione che mantiene sino al 1956.

Il 14 gennaio 1954, la Monroe e il famoso giocatore di baseball dei New York Yankees Joe DiMaggio, entrambi divorziati, si sposano. Vanno in luna di miele in Giappone e Marilyn si reca dai soldati americani feriti in Corea e canta per loro.

Marylin e DiMaggio

La Monroe vince l’Henrietta Award ai Golden Globe 1954 per la migliore attrice del mondo. La magnifica preda del 1954 è l’unico film western diretto da Otto Preminger, è il primo lungometraggio girato in CinemaScope in Canada, interpretato da Marilyn Monroe e Robert Mitchum che girano personalmente molte scene acrobatiche.

La celeberrima scena nella quale la gonna del vestito bianco di Marilyn viene sollevata per il passaggio di un treno della metropolitana nel film Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder (1954) viene citata e parodiata innumerevoli volte. Joe DiMaggio, gelosissimo s’infuria, litiga con Marilyn e il loro matrimonio non resiste oltre nove mesi. Marilyn intreccia una relazione con Frank Sinatra, si trasferisce a New York e studia all’Actor’s Studio. Inizia a frequentare il drammaturgo, commediografo ebreo-americano, Arthur Miller che sposa nel 1956 e si converte all’ebraismo.

Marylin e Miller

Più carismatico di Miller è certamente il Presidente degli Stati Uniti J.F.Kennedy.  Marilyn il 19 maggio 1962 canta per lui Happy Birthday al Madison Square Garden. Chiacchierato il rapporto con lui e con il fratello Bob, Ministro della Giustizia.

Con Fermata d‘autobus del 1956, diretto da Joshua Logan, la Monroe s’immedesima nel personaggio, parla con l’accento del sud, indossa costumi poveri. Il film le vale una nomination al Golden Globe. La sceneggiatura de Gli spostati avrebbe voluto essere il regalo di San Valentino di Miller per la Monroe, ma quando iniziano le riprese del film sono già separati. Diretto da John Huston, con la partecipazione di Clark Gable e Montgomery Clift, rappresenta l’ultimo film interamente girato dalla Monroe (precedente all’incompleto Something’s Got to Give, con la regia di Cukor, 1962) e l’ultimo film di Clark Gable, morto per infarto il 16 novembre 1960, dodici giorni dopo la fine delle riprese.

DiMaggio ritorna da Marilyn dopo il divorzio da Miller avvenuto nel 1961. Marilyn ormai dipendente da psicofarmaci e alcol e preda di turbe psichiche, sceglie volontariamente un ricovero che considera poi una <<prigione>>. DiMaggio le trova un’altra clinica e successivamente l’accoglie in Florida. È lui che si occupa del funerale e delle spese. La cerimonia funebre al Westwood Memorial Park, la tumulazione in un loculo di un colombario presso il Westwood Village Memorial Park Cemetery, lui che come ha spesso dichiarato non aveva mai smesso d’amarla e lasciata sola.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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