STAY STILL. L’elogio dell’ozio in un mondo che corre troppo

STAY STILL. L’elogio dell’ozio in un mondo che corre troppo

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STAY STILL, il primo lungometraggio di Elisa Mishto, ora in streaming su CHILI, è prima uscito sulla piattaforma Mio Cinema che propone pellicole indipendenti. È stato poi presentato nelle arene estive e nei cinema questa estate strana e difficile. Ha iniziato il suo percorso il 10 luglio a Perugia, per terminare con le proiezioni il 24 luglio, facendo tappa a Firenze, a Trieste, a Bologna e nuovamente a Perugia.

Distribuito da Istituto Luce-Cinecittà Il film è interpretato dalla giovane e promettente Natalia Belitski, da Luisa-Celine Gaffron, Martin Wuttke, Jürgen Vogel. Si avvale anche della partecipazione di Giuseppe Battiston, ineccepibile nel ruolo di un malato di mente che ha perso l’uso della parola.

Siamo noi schizofrenici o lo è il mondo in cui viviamo?

Stay Still è un film psicologico e non semplice, che affronta il tema della schizofrenia dei nostri tempi dove per essere parte, bisogna dimostrare e saper fare. È un tema originale, che decostruisce le fondamenta del nostro essere al mondo come se nessuna altra forma di sistema produttivo o di cultura altra fosse possibile e ugualmente concepibile e efficace.

La storia narra del rapporto di amicizia, e non solo, di due giovani donne diametralmente opposte. Donne che rappresentano una generazione senza più nulla da perdere e guadagnare se non una profonda e ineluttabile insoddisfazione.

Stay Still si svolge in una casa di cura per malati di famiglia benestante. Julie, la protagionista, è orfana e ribelle. Ha perso i genitori, apparentemente ricchi e felici, in giovane età. La consapevolezza che il suo mondo fosse solo finzione, la porta ad andare contro, a farsi ricoverare in una clinica psichiatrica di tanto in tanto, per esimersi dalla competizione del mondo e per “godersi” l’ozio. Agnes, al contrario, infermiera e responsabile di Julie nella casa di cura, è sposata, ha una figlia verso cui non prova empatia, un buon lavoro, ma è insoddisfatta del ruolo che si è scelta o che le circostanze hanno scelto per lei.

La caratterizzazione della protagonista risulta a tratti eccessiva. Più naturale e credibile è invece quella di Agnes. La ribellione di Julie è fin troppo stereotipata da creare cedimenti nella sceneggiatura che è poco realistica rispetto a quelle che sono le tante sfumature e contraddizioni dell’animo umano. Nel film l’eccesso di ribellione rappresentato dallo spirito incendiario (letteralmente parlando) di Julie e l’alquanto improbabile finale sono però buoni escamotage per rappresentare la ribellione dei due personaggi femminili. Il film porta a riflettere sul nostro stare al mondo e soprattutto sul come stare al mondo al meglio. Di vita ne abbiamo solo una.

Stay Still

Come afferma la protagonista “Per stare fermi, bisogna muoversi”, e il movimento parte da noi, dalla consapevolezza che andare troppo veloci per essere, per essere presenza come direbbe l’antropologo Ernesto De Martino, potrebbe farci schiantare. È lo schianto dei genitori di Julie che al mondo resta sola, ma con ancora tanto da dare.

Stay Still è una produzione Cala Film e Partner Media Investment, prodotto da Martina Haubrich Andrea Stucovitz. È stato presentato nella sezione Panorama Italiano di Alice nella Città 2019.

Di Lucilla Continenza

https://it.chili.com/film/stay-still-2019/052d0d89-acc8-40a3-bc26-747049d1f03c

https://www.miocinema.it

www.ildogville.it

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