RICHARD BURTON. Il gallese bello e dannato, che amava Shakespeare e gli eccessi

RICHARD BURTON. Il gallese bello e dannato, che amava Shakespeare e gli eccessi

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RICHARD BURTON, (Pontrhydyfen, 10 novembre 1925 – Ginevra, 5 agosto 1984) uno dei più popolari attori di cinema e di teatro del Novecento, è citato per la maestria nelle sue interpretazioni shakespeariane. Conquista pubblico e critica anche nel ruolo di Marco Antonio, nel kolossal Cleopatra del 1963, accanto a Elizabeth Taylor, della quale s’innamora e sposa nel 1964. Insieme adottano una bambina tedesca, Maria Burton,  nata nel 1961.

Dopo dieci anni Liz e Richard divorziano, ma è una storia d’amore irrinunciabile: si risposano il 10 ottobre 1975 e divorziano definitivamente il 1 agosto 1976. Sono ancora il simbolo dei grandi amori dello spettacolo.  

Richard Burton, nome d’arte di Richard Walter Jenkis,  diventa Burton decidendo di prendere il nome del suo insegnante Philip B. Burton, che l’avrebbe adottato, ma non è possibile, in quanto la differenza d’età tra i due è inferiore a quella stabilita dalle leggi per le adozioni.  

Richard Burton, da un piccolo paese del Galles alla fama internazionale

Richard Burton è nato a Pontrhydyfen – Port Talbot – un paesino della Valle di Afan, nel Galles, il 10 novembre 1925, penultimo, tra fratelli e sorelle, dei tredici figli di un minatore. La madre muore quando Richard ha soltanto due anni, dando alla luce suo fratello. Si prende cura di Richard la sorella maggiore e suo marito. Durante gli anni scolastici Richard dimostra grande interesse per la letteratura inglese e buona capacità di memorizzazione. Riesce a frequentare Oxford e a vent’anni studia recitazione.

Fin da giovanissimo si dimostra un rubacuori, ma con un grave problema di alcolismo che nuoce alla carriera e nella vita privata. Nel 1974, mentre interpreta il ruolo di Brook Stencill, antirazzista, nel film L’uomo del clan, diretto da Terence Young, devono cambiare alcune scene, affinché Burton reciti seduto o sdraiato, non riuscendo  a reggersi in piedi. Bevendo ogni giorno tre, quattro, bottiglie di superalcolici, sviluppa una seria cirrosi, problemi renali e vari malanni, rischiando la vita. Si sottopone a disintossicazione a metà degli anni Settanta, migliorando lievemente la sua salute.

Durante il Secondo conflitto mondiale, Burton entra a far parte degli Air Training Corps, gestita dall’aviazione militare britannica (RAF) che prepara i suoi futuri piloti. Tra il 1944 e il 1947 Burton lavora come navigatore sugli aerei da guerra, ma non consegue il brevetto di pilota per difetti alla vista. All’età di 18 anni debutta in teatro a Liverpool e a 24 anni, nel 1949, è nel cast del film The last days of dolwin, diretto da Russell Lloyd ed Emlyn Williams, che è anche attore nello stesso film. Nello stesso anno, il giovane attore sposa l’attrice Sybil Williams con la quale ha due figlie Kate, nata nel 1957 e Jessika nata nel 1961.

Tra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta, Burton prende parte a rappresentazioni teatrali e recita per diversi programmi radio della BBC.  In teatro Burton ottiene critiche favorevoli, soprattutto per le tragedie di Shakespeare.

Nel 1950 il promettente attore amante di Shakespeare firma un contratto con la 20th Century Fox e recita a Hollywood in film importanti. Interpreta un ruolo di spicco nel film Mia cugina Rachele, diretto da Herry Koster nel 1952 e ispirato a un romanzo noir di Daphne Du Maurier. Ottiene la nomination all’Oscar come attore non protagonista, ma non vince il premio. Questa è la prima volta.

Nella sua carriera Burton ottiene sette volte la candidatura all’Oscar come miglior attore senza mai aggiudicarsi il premio. Nel 1953 ottiene un altro grande successo con il film La tunica, interpretando il ruolo di Marcello Gallio. Si tratta della prima produzione della storia in CinemaScope, un formato che permette di ottenere fotogrammi con un largo campo visivo. Citiamo anche Le piogge di Ranchipur (1955), Alessandro il Grande (1956).

In teatro interpreta I giovani arrabbiati (1959) di Tony Richardson, tratto dal dramma Ricorda con rabbia di John Osborne. Negli anni Sessanta, Burton lavora con maggiore frequenza per il teatro e riceve diversi premi per le sue interpretazioni a Broadway. Nel 1960 lavora nel musical Camelot, i cui testi sono di Alan Jay Lerner e le musiche di Frederick e nel 1964 recita nel ruolo di un uomo spietato nel film La notte dell’iguana.

È nel 1963 che Elizabeth Taylor e il fascinoso attore carismatico e dagli occhi di ghaiccio, si conoscono e si innamorano sul set del film cult Cleopatra, diretto da Joseph Leo Mankiewicz, che racconta i 18 turbolenti anni che hanno portato alla fondazione dell’Impero Romano.

In seguito lavoreranno insieme nei film International Hotel (1963) di Anthony Asquith, Castelli di sabbia (1965) di Vincent Minnelli, Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, I commedianti (1967) di Peter Glenville, Il dottor Faust(1967) dello stesso Burton, La bisbetica domata di Franco Zeffirelli, La scogliera dei desideri (1968) di Joseph Losey, Una faccia di c…(1972) di Peter Ustinov e il televisivo Divorzia lui divorzia lei (1973) di Waris Hussein.

Richard Burton

Il regista Franco Zeffirelli, amico di Burton, gli chiede di partecipare alla campagna degli aiuti in favore della città di Firenze, colpita dall’alluvione nel 1966. Burton aderisce ed è voce narrante nel Documentario televisivo in italiano, che mostra a tutto il mondo le immagini della tragedia.

Fra le interpretazioni cinematografiche di successo si annoverano i film: Becket e il suo re (1964), La spia che venne dal freddo (1965) con il quale si aggiudica un Bafta quale miglior attore britannico dell’annoL’assassinio di Trotsky (1972), La quinta offensiva (1973).

Finito il matrimonio con la Taylor, Burton convola a nozze con la modella e ballerina britannica Suzy Miller che ha lasciato per Burton il pilota di Formula 1 James Hunt, ma dura solo dal 1976 al 1982. Poi, nel 1983, Burton sposa la sua segretaria Sally Hay che rimane con lui sino alla fine. Terminato il film Orwell 1984 diretto da Michael Radford, giusto una settimana prima di cominciare con il sequel de I quattro dell’oca selvaggia, l’attore è colpito da una fatale emorragia cerebrale nella sua residenza svizzera di Céligny e muore all’ospedale di Ginevra il 5 agosto 1984, all’età di 58 anni. È sepolto nel cimitero di Vieux di Céligny, Canton di Ginevra.

Burton e Taylor avevano espresso il desiderio di farsi tumulare vicini, anche nel caso in cui non fossero più stati sposati. Questo desiderio riespresso dall’attrice anche prima di morire, non è stato ancora realizzato.

Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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