LOCKE al Parenti di Milano: “Conta la pace con se stessi”

LOCKE al Parenti di Milano: “Conta la pace con se stessi”

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LOCKE. Un uomo solo in macchina, corre veloce in autostrada. È un viaggio che mette l’uomo di fronte a se stesso e alla sua vera natura. Al Franco Parenti di Milano, è di scena, in prima nazionale, Locke dal film di successo di Steven Knight, con e per la regia e rivisitazione teatrale di Filippo Dini che presenta uno spettacolo faticoso e che evidenzia le capacità di attore incalzante. Dini, con invidiabile naturalezza, intrattiene il pubblico per tutta la durata, senza altri personaggi sul palco, ma con l’escamotage di conversazioni telefoniche.

La Sala Grande del Parenti ha accolto lo spettacolo di Dini con piacere, attenzione ma anche perplessità per il finale che si allontana dal cinismo e dalla logica a cui siamo abituati. Finale che lasciamo allo spettatore. Locke sarà di scena al Parenti di Milano fino al 12 luglio, inserito nella coraggiosa e apprezzata riapertura estiva del teatro meneghino convivendo con il Covid19, L’estate del 2020.

Locke
Teatro Franco Parenti:Sala Grande

Locke, un uomo e la sua coscienza

Una scena statica. Come sfondo una strada che ricorda un’autostrada. Il protagonista è al centro del palco, sta guidando. Si chiama Ivan Locke. È un uomo sulla cinquantina, borghese. Ha un lavoro prestigioso come ingegnere edile, una bella famiglia, una moglie che lo ama e due figli adolescenti molto legati al padre. La perfezione non è però nella natura umana. Accade di commettere un errore, un’ imprudenza o al contrario rendersi inconsapevoli artefici di un nuovo miracolo. I guadagni comportano perdite e mediazioni. Ivan guida velocemente per raggiungere un ospedale distante da dove vive. Sta nascendo il suo terzo figlio, ma non è la moglie a partorirlo.

A prescindere da quelle che saranno le scelte del protagonista, il percorso di Locke è un viaggio già deciso e razionalizzato e non dettato dal sentimento romantico che nella narrazione occidentale può legare un uomo a una donna, retaggio ottocentesco, ma anche antecedente (Dante e Beatrice, Petrarca e Laura, Romeo e Giulietta ecc). La scelta, in linea con la personalità razionale del protagonista abituato alla logica dei calcoli, è frutto di una morale che ha radici molto più profonde. Trova infatti genesi nel rapporto conflittuale del protagonista con il padre che lo aveva abbandonato, creando nell’uomo un rancore irrisolto e l’esigenza di essere migliore.

L’idea è interessante, come è convincente e naturale la recitazione di Dini e della voci al telefono Sara Bertelà, Eva Cambiale, Alberto Astorri, Emilia Piz, Iacopo Ferro, Mattia Fabris, Mariangela Granelli, Valentina Cenni, Carlo Orlando, Giampiero Rappa, Fabrizio Conigli. Se da un lato la drammaturgia premia l’originalità del soggetto, la caratterizzazione del protagonista eccede però in decisione e pazienza da apparire poco realistica, anche se funzionale al messaggio conclusivo.

Locke è uno spettacolo per menti elastiche e moderne, non legate allo stereotipo della “famiglia del Mulino Bianco”. Ci insegna che nella vita conta essere in pace con se stessi nonostante gli schemi e le convenzioni. I conti il più delle volte non tornano.

Lo spettacolo è una produzione del Teatro Franco Parenti/ Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia/ Teatro Stabile di Torino. Scene e costumi di Laura Benzi, luci Pasquale Mari, colonna sonora Michele Fiori (sistema audio in olofonia “HOLOS”), regia del suono David Barittoni, aiuto regia Carlo Orlando, pittore scenografo Eugenio De Curtis, direttore di scena Riccardo Scanarotti, elettricista Gianni Gajardo, sarta Caterina Airoldi.

Di Lucilla Continenza

www.teatrofrancoparenti.it

www.ildogville.it

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