WASP NETWORK. Su Netflix il coraggioso film di Assayas, con Penelope Cruz

WASP NETWORK. Su Netflix il coraggioso film di Assayas, con Penelope Cruz

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WASP NETWORK (Nido di Vespe), l’ultima fatica del regista francese, Olivier Assayas è disponibile in questi giorni su Netflix. È un film che affronta un tema politico interessante, il terrorismo anticubano degli anni ’90 e lo spionaggio finanziato dal governo di Castro per scovare e prevenire attacchi terroristici filo americani, sull’isola comunista. Attacchi che andavano a minacciare, dopo l’embargo, anche il turismo, una delle poche fonti di sostentamento economico della piccola isola “tanto pericolosa” alla secolare e strutturata democrazia statunitense.

Il film si avvale di un cast notevole e ispirato Penélope Cruz, Edgar Ramírez, Wagner Moura, Ana de Armas e Gael García Bernal. La pellicola che non è più uscita nelle sale cinematografiche a causa del Covid19, è stata acquistata da Netflix, colosso americano e distribuita in tutto il mondo. Un’operazione coraggiosa. Wasp Network affronta infatti un tema tanto delicato e poco amato dagli americani. Il regista francese trasforma in sceneggiatura fatti di cronaca realmente accaduti con uno sguardo equilibrato, con tanto di intervento di Fidel Castro intervistato ai tempi, sulla vicenda.

Wasp Network

Wasp Network è un thriller storico-politico di circa un paio d’ore, nato dall’adattamento di Assayas del libro del giornalista Fernando Morais Gli ultimi soldati della Guerra Fredda. È la vera storia di cinque cubani della Red Avispa, la Wasp Network, una rete di spie cubane in missione in Florida, finanziate dal governo comunista per infiltrasi tra gli anticastristi. Negli anni ’90 a L’Avana il pilota cubano-americano René González (Edgar Ramírez) fugge a Miami abbandonando la moglie, convinta compagna comunista Olga Salanueva (Penélope Cruz) e la figlia.

Le donne affrontano con coraggio le difficoltà dell’abbandono e l’etichetta di essere moglie e figlia di un traditore. In realtà Renè è una spia cubana infiltrata nella Fondazione Nazionale Cubana Americana, associazione il cui compito è, solo in apparenza, di sorvolare il Golfo del Messico per salvare profughi cubani che fuggono dal regime di Castro attratti dal canto delle sirene delle luci di Miami. La fondazione, oltre a finanziarsi con lo spaccio di droga, promuove anche attentati terroristici verso Cuba.

WASP NETWORK

Conclusioni

Nel film ad essere narrata è soprattutto la vicenda umana dei protagonisti di questa storia vera, e l’amore verso una causa che ha unito chi si è sentito partecipe di un destino comune con spirito di sacrificio. Cosa difficile da comprendere nelle democrazie individualiste occidentali, dove sovente si trova un equilibrio con scarica barili dei potenti (se tutti sono i colpevoli, nessuno lo è).

Il regista descrive bene l’atmosfera e l’ambientazione di quegli anni, attraverso una narrazione mai sopra le righe. L’arco di tempo della vicenda è 10 anni e i protagonisti, nonostante l’importante e pericolosa missione, restano sì partigiani, ma mai eroi. Tra tutte, si distingue l’interpretazione di Cruz, molto a suo agio in personaggi realistici più che in quelli di finzione hollywoodiana. Memorabile è ancora la sua interpretazione toccante in Non ti Muovere di Sergio Castellito dove Cruz interpretava un umile donna del sottoproletariato.

In Wasp Network si percepisce la volontà del regista di lasciare allo spettatore le conclusioni, mettendolo di fronte ai fatti come sono accaduti per spiazzarne gli stereotipi della retorica anticomunista e filoamericana tanto cara al cinema commerciale e che spesso divide nettamente in buoni e cattivi, sorvolando le sfumature.

Assayas fa un film pensato all’europea, ma adatto anche al pubblico americano che in questa delicata fase storica deciderà tra qualche mese le sorti del mondo, mentre l’emergenza pandemica sta evidenziando molte falle di una democrazia decantata, che lascia fin troppo alla libertà intesa però sempre più spesso come arte di arrangiarsi.

Di Lucilla Continenza

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