CINEMA CINESE. Dalla nascita alla Rivoluzione di Mao

CINEMA CINESE. Dalla nascita alla Rivoluzione di Mao

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CINEMA CINESE. Il cinema in Cina si diffonde già nel 1905 ma viene lasciato principalmente all’iniziativa straniera, a causa della pesante sconfitta contro il Giappone (1894), e alla rivolta dei Boxer (1900) che costringe la Cina a subordinarsi alla Russia zarista e a altre potenze Europee imperialista.

Il cinema come sviluppo del Teatro Cinese

Inizialmente il cinema cinese, che prendeva spunto dal Teatro delle Ombre, si rifà al genere letterario, in cinese dianyng (ombre elettriche) sottolineando appunto il legame del cinema alle tradizioni teatrali cinesi. 

Cinema Cinese

Successivamente il cinema si ispira ai romanzi pubblicati a puntate sui quotidiani, mentre la tecnica resta di importazione occidentale. Sono proprio alcuni operatori francesi a importare il cinema nell’Impero Cinese, affascinati dalla millenaria cultura della Cina, con riprese in diverse zone del vasto territorio esotico e affascinante per la cinematografia occidentale.

È a Pechino e a Shanghai che si svolgono le prime proiezioni con l’apertura di alcune sale a Pechino, mentre a Shanghai dei primi cinegiornali. Anche i documentari diventano un genere molto apprezzato e che si diffonde rapidamente, con  la narrazione soprattutto della storia nazionale, dalla rivolta dei Boxer, alla guerra a Wuhan e a Shanghai e all’inizio della presidenza repubblicana di Sun Zhongshan (1912).

Nel 1911 crolla infatti l’impero a cui fanno seguito anni di repubbliche caratterizzate da lotte interne, malcontento popolare e repressioni. Il numero delle compagnie cinematografiche sale a 175 tra il 1922 e il 1926, di cui solo 141 a Shanghai.

Fino al colpo di stato di Jiang Jieshi (Chiang Kai-shek) tra il 1927 e il 1928 il cinema in Cina resta soprattutto di importazione occidentale.

È il 1922 però l’anno di svolta per il cinema cinese con la fondazione della Minxin Film Company di Li Minwei con la realizzazione di Laogong zhi aiqing (Il romanzo di un venditore ambulante) di Zhang Shichuan, fondatore, con Zheng Zhengqiu, della Mingxing, che con la Lianhua e la Tianyi diventa una delle principali case di produzione cinesi.

Fa seguito, sull’onda della popolarità di Chaplin Huaji dawang you Hua ji (1922, Il re dei comici visita la Cina).

Nel 1923 la Mingxing produce Guer jiu zu ji (L’orfano salva suo nonno) di Zheng Zhengqiu, con Zhang Shichuan considerato il padre del cinema cinese. I primi film sono influenzati dal teatro molto seguito in Cina e il cinema, grazie alla fotografia è inizialmente inteso come un suo sviluppo.

Gli anni ’20 e ’30 e il cinema nazionale

Nel corso degli anni ’20, con la fondazione di nuove compagnie si diffondono nuovi generi come il fantastico e le arti marziali: Huo shao Honglian (1928-1931, Incendio nel tempio del loto rosso). La produzione, fino agli anni ’30 è al 90% ancora straniera, questo anche a causa dell’analfabetismo dilagante che non permette ai cinesi di leggere le didascalie.

Il Kuomintang, partito nazionalista e anticomunista che governerà fino alla rivoluzione di Mao del 1949, nel 1929 istituisce la censura e nel 1931 una Commissione nazionale per la censura cinematografica, con una dura persecuzione degli artisti e intellettuali di sinistra. Nasce però in contrapposizione anche la Lega di sinistra per artisti dello spettacolo, che promuove un cinema proletario e film contrari al regime, quali Shanghai ershisi xiaoshi (1933, Ventiquattr’ore a Shanghai) di Shen Xiling, ovvero una ricerca sulle difficili condizioni di vita nella città.

Si afferma nel corso degli anni ’30 la politicizzazione del cinema (spirito nazionalista contro l’influenza giapponese). Il cinema muto è prodotto in Cina fino al 1936, soprattutto dalla Lianhua composta da numerosi intellettuali convinti della necessità di avanguardie cinesi libere da influenze politiche di tutti i tipi.

Cinema Cinese. L’avvento del sonoro

Il sonoro, introdotto in USA nel 1927, crea una miglioramento della situazione cinematografica e facilità lo sviluppo del cinema cinese nazionale.

Il primo film sonoro è Genü Hong Mudan (1930, La cantante Peonia rossa), diretto da Zhang Shichuan per la Mingxing. Vengono realizzati anche lungometraggi di genere melodrammatico come Shennü (1934, La dea) di Wu Yonggang per la Lianhua, storia di una ragazza povera che deve prostituirsi per amore del figli, con Ruan Lingyu, la “Divina” cinese.

Ruan Lingyu

Seguono Chun can (1933, Bachi da seta di primavera) di Cheng Bugao, Yu guang qu (1934, Il canto dei pescatori) di Cai Chusheng per la Lianhua e Malu tianshi (1937, Angeli della strada) di Yuan Muzhi per la Mingxing, ambientato fra ladruncoli, prostitute e suonatori di strada.

È una fase storica molto turbolenta: attacchi giapponesi e bombardamento di Shanghai, il conflitto tra nazionalisti e comunisti. I comunisti aumentano il consenso tra gli intellettuali, che fondano nel 1931, la Lega dei drammaturghi di sinistra. La Lega viene però perseguitata dal Kuomintang, che nel febbraio fa uccidere ventiquattro intellettuali, tra cui lo scrittore Rou Shi.

Nel 1932 il Partito comunista cinese entra però nella Mingxing, che gira alcune delle prime opere di Cheng Bugao e di Shen Xiling, e il cinema viene influenzato dalle questioni sociali e al contempo dal divismo statunitense.

I film dei primi anni ’30 possono essere suddivisi in opere antimperialiste, come Xiao wanyi (1933, Il giocattolino) di Sun Yu; opere antifeudali, come Kuang liu (1933, Torrente selvaggio) di Cheng Bugao; opere di denuncia sociale, come Nüxing de nahan (1933, Grida di donne) di Shen Xiling. Nel 1934 nasce anche l’importante rivista di cinema Qingqing dianying.

Con l’invasione della Manciuria da parte del Giappone, iniziata nel 1931 e terminata nel 1937, il cinema cinese subisce un rallentamento. Ricordiamo Fengyun ernü, 1935, Figli di un’epoca tormentata, di Xu Xingzhi. Negli anni successivi nonostante il conflitto mondiale, vengono realizzati due film di rilievo, Ye shenchen (1941, Notte fonda) di Zhang Shichuan e Qiu Haitang (1943, Begonia d’autunno) di Ma-Xu Weibang.

Con la resa del Giappone del 1945, inizia la sanguinosa guerra civile che vede il numeroso e sofferto popolo cinese dividersi tra i Guomindang di Jiang Jieshi (sostenuto dagli USA) e i ribelli di Mao Zedong, (appoggiati dall’URSS di Stalin) che si conclude con la proclamazione, a Pechino, della Repubblica popolare cinese, guidata da Mao.

Di Lucilla Continenza

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