Il Decalogo
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IL DECALOGO di Krzysztof Kieslowski è ora disponibile su Amazon Prime Video. Il famoso regista polacco realizza Il Decalogo tra il 1988 e il 1989 per la televisione polacca insieme a Krzystof Piesievicz (avvocato polacco, difensore di molti oppositori al regime, coautore di tutti i film di Kieslowski, a partire da Senza fine del 1984).  Il Decalogo si compone di 10 episodi fra loro indipendenti, della durata di 55 minuti, liberamente ispirati ai Dieci Comandamenti. La sceneggiatura di tutti gli episodi è curata dallo stesso Kieslowski insieme a Krzysztof Piesiewicz.

L’annuncio della disponibilità di Amazon Prime Video è utile agli appassionati del tema morale/esistenziale, genere che ha contraddistinto le opere di Kieslowski.

Krzysztof Kieslowski nasce a Varsavia il 27 giugno 1941 e vi muore per un attacco cardiaco il 13 marzo 1996, all’età di 55 anni, durante un’operazione a cuore aperto. Kieslowski si diploma in tecniche teatrali, specializzandosi nella realizzazione di scenari. Nel 1969 ottiene la laurea alla Scuola di Cinema di Lodz. Inizia a girare documentari per la televisione e per il cinema. Robotnicy 1971 – Nic o nas bez nas (Lavoratori 1971 – Niente su di noi senza di noi) sulla repressione violenta dello sciopero di Danzica viene requisito dalla polizia che lo utilizza per identificare i partecipanti.

Il regista, dispiaciuto, si sente un traditore. La medesima situazione si ripete nel 1980, mentre filma un deposito automatico dei bagagli per il documentario Dworzec (La stazione). Il regista, inconsapevolmente, ha ripreso nel filmato una valigia contenente i resti di una donna uccisa dalla figlia che la polizia sta ricercando da tempo.

Kieslowski, regista d’ansia e d’inquietudine,  vuole descrivere la Polonia durante il comunismo, così come altri registi con cui si confronta. Oltre alla preziosa collaborazione dello sceneggiatore e politico polacco Piesiewicz, Kieslowski predilge il compositore polacco Zbigniew Preisner, segnalato come compositore olandese Van den Badenmayer nella Trilogia dei colori, La doppia vita di Veronica e nel nono capitolo del Decalogo.

Kieslowski stesso definisce così il suo modo di fare il cinema <<Affrontare il silenzio degli eventi della vita che si mescola ineluttabilmente con l’indecifrabiltà dei comportamenti umani, l’insondabilità dei misteri. Della vita, della morte, dell’amore, della memoria. Di dare un volto, un nome, una forma, come fosse una matrioska, ad un enigma dentro un enigma dentro un mistero, questo mistero che anzitutto è l’essere umano>>. E prosegue: << Non ho il diritto di prescrivere rimedi, di offrire formule. Posso soltanto dialogare con gli spettatori su cose che considero essenziali>>.

Kieslowski, è sempre rimasto in Polonia, malgrado le pressioni politico-censorie, ma nel 1990, per ragioni economiche, emigra in Francia dove gira una parte del thriller metafisico La doppia vita di Veronica con Irène Jacob e i tre film, Tre colori-film blu, 1992, Tre colori-film blanche, 1993, Tre colori-film rosso, 1994, illustranti con i colori della bandiera di Francia, che richiamano al celebre motto illuminista <<Liberté, Egalité, Fraternté>> ovvero i tre ideali a cui è ispirata la Rivoluzione francese ed anche i cardini di una convivenza civile equilibrata nella civiltà moderna.

Il Decalogo

I dieci mediometraggi del Decalogo sono storie di vita quotidiana. Ogni episodio è indipendente dagli altri, anche se vi compaiono elementi simili, in particolare, abitati e veicolati dal liquido (acqua, latte, inchiostro, sangue), un liquido che simboleggia la precarietà del tutto, che non lava, ma al contrario sporca e lascia tracce, macchia e perturba.

Il Decalogo

Il Decalogo di Kieslowski non annuncia né impone comandamenti, ma chiede ed espone contraddizioni. Le realtà che descrive sono meschine, intrise di mistero che coinvolge chi tenta di decifrarlo. Il Decalogo è pertanto un viaggio nell’animo umano. Non c’è politica nel Decalogo, i personaggi sono medici, avvocati, professori universitari coinvolti su temi e interrogativi universali, problemi esistenziali a cui non esiste una soluzione.

L’essere umano dubita e non trova soluzione per ciò che potrebbe ritenere giusto o sbagliato. Al contrario viene schiacciato da queste due forze contrapposte che si agitano dentro di lui. La giustizia umana è imperfetta come pure quella divina.

Di Judith Maffeis Sala

Il Decalogo

www.ildogville.it

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