PANE O LIBERTA’. SU LA TESTA. Paolo Rossi e Jannacci, Gaber, De André, Fo al Piccolo di Milano

PANE O LIBERTA’. SU LA TESTA. Paolo Rossi e Jannacci, Gaber, De André, Fo al Piccolo di Milano

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PANE E LIBERTA’. SU LA TESTA. All’interno di Spazi di Teatro, la Stagione estiva 2020 del Piccolo Teatro di Milano, Paolo Rossi porta al Piccolo il suo nuovo spettacolo per raccontare, tra parole e musica, l’incontro fortunato con grandi maestri del passato – come Jannacci, Gaber, De André, Fo – e rievocare, attraverso le loro idee e i suoi sogni, storie che aiutano a resistere, a scegliere, a sperare.

Pane o Libertà

Pane o libertà. Su la testa sarà in scena, al Chiostro Nina Vinchi, da martedì 7 a giovedì 9 luglio (prima rappresentazione in diretta sul grande schermo di mare culturale urbano), per poi spostarsi al Chiostro della Certosa di Milano (venerdì 10 luglio) e al Giardino delle Culture (sabato 11 luglio). In caso di maltempo, le recite del Chiostro si sposteranno nella sala del Teatro Grassi, mentre quelle dei Municipi saranno annullate.

Pane o libertà. Su la testa

In questo periodo «più di domande che di risposte», Paolo Rossi torna al Piccolo con Pane o libertà. Su la testa, un nuovo spettacolo che, unendo stand-up comedy, commedia dell’arte e commedia greca, diventa il prototipo di un modo diverso di fare teatro: un progetto, pensato con il Teatro Stabile di Bolzano, che vuole essere un’azione teatrale ad alta valenza sociale.

«Il titolo Pane o libertà l’ho ripreso da un libro – spiega Paolo Rossi –. Lo trovo molto emblematico: si impone la scelta tra mangiare, vivere o avere la libertà». Mentre il sottotitolo, Su la testa, è stato coniato dall’attore nel 1992 per la trasmissione che lo consacrò come “il più rock tra i comici italiani”.

Con i musicisti Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari e Stefano Bembi che formano la band Anciens Prodiges, Paolo Rossi conduce il pubblico in un percorso che, partendo dalla figura archetipica di Arlecchino (che possedeva il biglietto di andata e ritorno per l’aldilà) giunge a quella che può essere considerata una sua evoluzione, ovvero l’intrattenitore popolare capace di spaziare dalle stalle al cabaret.

«Giocando con l’illusione di mettermi sul palco – o su ciò che useremo come tale per bisogno o necessità – sia come attore, sia come personaggio e come persona, rievocherò i miei sogni lucidi, fatti di storie che aiutano a resistere, a scegliere tra il pane e la libertà, o a non scegliere proprioprosegue Rossi –. Sono storie di artisti che per fortuna ho realmente incontrato nella mia vita. I maestri Jannacci, Gaber, De André, Fo e persino il fantasma della Callas; i comici del Derby e altri sconosciuti. Parlerò di queste personalità fantasmagoriche e poetiche, non controllabili da nessun piccolo o grande fratello, che con le loro narrazioni portano conforto, idee per lottare e speranza. Vorrei fare qualcosa che dia al mio essere chiamato comico una via di fuga verso un teatro sociale, nella poesia del buffo e della magia. Roba minima. Tanto per alzare le difese immunitarie del pubblico presente… o meno».

Presentazione

www.piccoloteatro.org

www.ildogville.it

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