CURON. Arriva la serie italiana prodotta da Netflix, sul doppio che è in noi

CURON. Arriva la serie italiana prodotta da Netflix, sul doppio che è in noi

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CURON, tra le serie italiane annunciate da Netflix, la scorsa primavera, arriva sulla piattaforma streaming dal 10 giugno 2020. Ezio Abbate (Suburra e Diavoli) l’head writer, ha supervisionato la notevole squadra di autori di questa serie televisiva che sono: Ivano Facchin, Govanni Galassi e Tommaso Matano.

Diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci, la serie italiana prodotta dalla Indiana Production e acquistata da Netflix, si svolge in sette episodi girati in Trentino Alto Adige tra gli splendidi ma anche inquietanti paesaggi di Curon e Bolzano. Protagonista è Valeria Bilello con i giovanissimi Federico Russo e Margherita Morchio. Il titolo è il nome dell’ambientazione, Curon Venosta, un antico centro in provincia di Bolzano, in Alto Adige. Presso il Passo di Resia, location mozzafiato, si trovavano tre laghi naturali: il lago di Resia, il lago di Curon detto anche il lago di Mezzo e il lago di San Valentino alla Muta.

La cima del vecchio campanile di Curon, datato 1357, a causa di un’inondazione, emerge dalle acque ed è tuttora visibile e fa da scenario alla serie classificata come horror soprannaturale. Una leggenda racconta che in alcune giornate d’inverno, quando il lago gela e il campanile è raggiungibile a piedi, si sentirebbero suonare le campane, rimosse nel 1950, prima che l’inondazione modificò la storia della piccola comunità.

Curon. La serie tra finzione e realtà

La storia di Curon che vuole intrecciare realtà e finzione ha stuzzicato la curiosità con l’annuncio: <<Ogni luogo ha un segreto sotto la superficie>> La maledizione del campanile sommerso sollecita lo spettatore a scoprire i segreti e gli orrori che hanno spinto Anna (Valeria Bilello), la protagonista, madre dei gemelli adolescenti Mauro e Daria, a fuggire da Milano per ritornare nella sua città natale. Una tragedia avvolta nel mistero spinse Anna ad abbandonare da ragazza quel luogo.

Il padre di Anna,  Thomas (Luca Lionello) vive insieme a un lupo e all’inizio l’accoglie con <<Qui non ci potete stare >> . Thomas spiega ai suoi nipoti che <<Non siamo una cosa sola e che ognuno di noi ha dentro di sé il proprio doppio, la propria ombra>>. È un uomo solitario e burbero, che ha voluto catturare e vuole addomesticare il lupo che gli ha ucciso il cane.

Curon

Anche la popolazione locale non accoglie bene il ritorno di Anna e quando Anna scompare  misteriosamente senza lasciare traccia, i suoi due figli intraprendono un viaggio che farà loro conoscere quei segreti di famiglia celati sotto l’apparente tranquillità della cittadina.

Daria è irrequieta, arrabbiata con il mondo intero, con il padre sempre più assente e in particolare con la madre, perché gelosa del rapporto simbiotico che Anna ha con il figlio Mauro. Nonostante questo, Daria ama più di ogni altro il suo gemello.

Mauro è apparentemente più fragile della sorella per la sordità che sin da piccolo gli ha procurato disagio e sofferenze. Poi, un piccolo apparecchio acustico gli ha risolto alcuni problemi, ma quando discute con la madre o la sorella, se ne priva per isolarsi.

Albert (Alessandro Tedeschi), guardia forestale della valle, è stato il primo amore di Anna. Poi lei è rimasta incinta di un altro e se ne è andata. Albert si è sposato ed ha avuto due figli, Giulio e Micki. Rivedere Anna fa riaffiorare in Albert ancor più intensi i sentimenti e sua moglie Klara (Anna Ferzetti) se ne accorge.

Micki è bella ed ha tanti amici, ma è in una fase delicata della sua vita. Suo fratello Giulio è un ragazzo sveglio, tatuato e pratica arti marziali. Ha molti conoscenti ma un solo amico, Davide. Giulio è diffidente verso tutti, in particolare verso i gemelli Mauro e Daria. Tuttavia, si innamora di Daria.

Per Klara la cosa più importante è la sua famiglia, ma ha difficoltà a comunicare con i figli diventati adolescenti e con il marito sempre più sfuggente. Klara è insegnate nella scuola di Curon e ama la natura del luogo e tiene molto alle sue leggende.

Si tratta della prima stagione che farà conoscere la bellezza e il mistero dell’Alto Adige in un viaggio tra natura e indole umana che non sono mai come appaiono.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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