I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO protestano in piazza

I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO protestano in piazza

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I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO sono scesi in 15 piazze italiane, sabato 30 maggio, per chiedere con fermezza e determinazione che la cultura non può essere più secondaria a niente. Hanno manifestato con lo slogan Convocateci dal vivo! Gli artisti protestano contro la gestione della crisi provocata dal COVID19 e richiedono: un reddito di sussistenza, di continuità con un tavolo di confronto.

La pandemia ha cancellato di fatto tutti i contratti, evidenziando i problemi inerenti al mondo del lavoro dello spettacolo. Nessun artista o tecnico è stato chiamato a un confronto istituzionale per cercare soluzioni adeguate. Molti attori si sono impegnati lavorando insieme per denunciare lo stato delle cose (@AttriciAttoriUniti) condividendo le principali richieste: un reddito di continuità, sino alla ripresa piena dei singoli settori, con incontri politici e tecnici e alla presenza di ministeri e INPS.

lavoratori

I lavoratori richiedono soprattutto un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico; protocolli di sicurezza, finanziamenti pubblici, strumenti di riforma.

Il Decreto Legge n.33 del 16 maggio 2020 vieta gli assembramenti di persone fino al 31 luglio e il Dpcm sulle riaperture indica come data di possibile inizio per gli spettacoli aperti al pubblico, che comunque dovranno rispettare misure di sicurezza molto stringenti, il 15 giugno. Ciò comporta però che numerosi appuntamenti programmati non potranno essere messi in scena. Molti grandi live sono stati annullati o posticipati al 2021 creando un grave danno economico ai lavoratori dello spettacolo.

Si chiede quindi al Governo l’istituzione di una Commissione Congiunta di Camera e Senato dedicata all’industria dello spettacolo, affinché la ripartenza sia reale e a tutti i livelli.

Lavoratori dello spettacolo: le piazze

A Roma il 30 maggio alla manifestazione che ha avuto luogo in piazza San Giovanni, hanno partecipato circa 500 persone. <<Il 19 maggio – ricordano gli organizzatori – abbiamo richiesto un incontro alle istituzioni (al presidente Conte e ai ministri Franceschini e Catalfo) e la risposta è stata il silenzio. Rifaremo una manifestazione unitaria nazionale, con lavoratori di tutta Italia, il 13 giugno.>>

A Milano, in piazza Duomo, fra i lavoratori anche le maestranze, alcuni coristi e musicisti del Teatro alla Scala, attori, attrici, ballerini, comici, coreografi, cantanti, deejay, doppiatori, sceneggiatori, registi, sarti, truccatori, orchestrali, acrobati, stunt-man, giocolieri e trampolieri. Presente anche la Banda degli Ottoni a scoppio. Un lungo elenco di professionisti che gli organizzatori della manifestazione hanno nominato precisando: <<Siamo in 2000 in piazza oggi, lavoriamo nella precarietà e dichiariamo da oggi lo stato di agitazione permanente. I teatri stanno chiudendo, i festival non andranno in scena, non c’è una riprogrammazione, chiediamo un reddito di sussistenza e di continuità>>.

A Venezia i manifestanti, circa un migliaio, hanno protestato davanti alla stazione ferroviaria. Fra di loro anche le maestranze del Teatro La Fenice. Sulla gradinata esterna è stato allestito un palco con un grande fondale nero, con le sagome di tre musicisti. Alcuni artisti hanno improvvisato performance fra la gente.

A Firenze nella centralissima piazza della Repubblica i lavoratori dello spettacolo hanno invece organizzato un flash mob, con mascherine, guanti e mantenendo la distanza di sicurezza, a cui ha fatto seguito interventi sul palco. I manifestanti si sono poi raccolti in 5 minuti di silenzio, ognuno con le braccia alzate tenendo in mano il proprio strumento di lavoro. Tra gli striscioni e i cartelli esposti: << Stato di agitazione permanente, non distanziare, ma stanziare.>>

In  via Rizzoli, nel cuore di Bologna, l’attore bolognese Alessandro Bergonzoni ha dichiarato: <<Devono ripartire le compagnie. Non creiamo le distanze tra chi lavora e chi deve dare i fondi, lo spettacolo non è un settore da dimenticare. Prima di tutto c’è la salute, poi però c’è la cultura e lo spettacolo, che fanno parte dell’istruzione e non si possono dimenticare.>>

A Napoli, in piazza Plebiscito, Gli Invisibili in piazza, la manifestazione degli artisti campani, è stata svolta in religioso silenzio, come un teatro senza luci e una piazza senza audio, per dar voce ad aziende e maestranze dello spettacolo. Organizzata dalla FEDAS e presieduta da Raffaele Vitale, la manifestazione richiede agli artisti d’essere riuniti, con adesioni in ogni zona d’Italia, per ottenere dallo Stato il riconoscimento della Categoria, leggi, regolamenti e contratti su misura.

A Genova, la protesta si è svolta davanti al Teatro della Corte che ha riaperto simbolicamente senza pubblico, per la celebrazione della Festa della Repubblica, il 2 giugno. I manifestanti hanno parlato con il direttore, Davide Livermore e con il presidente della Regione Giovanni Toti. I consiglieri regionali Giovanni Lunardon (consigliere Regione Liguria) e Sergio Rossetti (vicepresidente del Consiglio Regione Liguria) considerano la manifestazione come primo atto pubblico di una piattaforma che si rivolge al Governo e alle Regioni.

Sono tre le richieste avanzate: <<un reddito di continuità sinché dura l’emergenza Coronavirus, possibilità di condividere protocolli che prevedono la riapertura di spazi culturali e dello spettacolo nella sicurezza dei lavoratori e degli spettatori, un intervento economico a sostegno del comparto. Queste istanze verranno portate nel Primo Consiglio Regionale utile.>>

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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