NANNI SVAMPA. Il cantastorie della Milano che non c’è più

NANNI SVAMPA. Il cantastorie della Milano che non c’è più

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La mia cultura è contro tutte le religioni che hanno ammazzato il progresso e qualche fautore della libertà di pensiero. Stragi e guerre sante a parte.” Cit. Nanni Svampa

NANNI SVAMPA (il Nanni) cantastorie milanese. All’anagrafe Giovanni Svampa (Milano 1938- Varese 2017) è ricordato come un’icona della vecchia Milano, quella che non c’è più, fatta di quartieri popolari, di milanese, di “mala” (malavita), di case di ringhiera, di odore di muffa e risotto

È stato un cabarettista, cantante, attore e scrittore e fondatore del gruppo satirico di cabarettisti milanesi I Gufi.

Nanni Svampa. Biografia di un milanese di altri tempi

Svampa nasce nel quartiere storico di Porta Venezia nel pieno centro di Milano, una zona ora molto chic, ma ai tempi popolare dove tra i meneghini si instaurava uno spirito solidale. Cresce in questa atmosfera preziosa da cui la sua arte sarà sempre condizionata.

Pur mantenendo un rapporto con il lago Maggiore, dove ha una casa, e da dove sono originari i suoi genitori, a Milano consegue la maturità scientifica e poi la laurea in Economia e Commercio alla Bocconi. Si laurea per far piacere al padre ragioniere, mentre la sua vera vocazione sono il cabaret e la canzone popolare. Ventenne, fonda infatti un complesso musicale chiamato I soliti idioti dove suona la chitarra e interpreta canzoni divertenti e con spirito guascone.

Nanni Svampa

Si fa conoscere presto per la passione verso Georges Brassens cantautore, attore e poeta francese, tra i più grandi maestri della canzone d’autore. Svampa ne rimane talmente affascinato da tradurre i testi di Brassens dal francese al milanese definendo la sua “missione” artistica, approfondire e far conoscere la lingua e la cultura lombarda. Il debutto a teatro, sempre con la satira sociale e la vena di ironia che caratterizzeranno la sua carriera, avviene nel 1960 con Prendeteli con le pinze e martellarli al Piccolo di Milano e al Teatro Gerolamo.

La sua prima canzone di successo goliardica è Io vado in banca, dove Svampa ironizza sulla ricerca di un posto fisso, più per accontentare il padre e per sostenersi durante i primi anni nei cabaret e nei teatri milanesi.

I Gufi

Nanni Svampa nel 1964 forma il primo nucleo dei Gufi, (in gergo milanese nottambuli o anche portatori di sfortuna). I Gufi, che si scioglieranno e riuniranno diverse volte nel corso degli anni, introducono in Italia la comicità surreale e la satira sociale e soprattutto le canzoni della tradizione lombarda. Contribuiscono alla nascita di un tipo di comicità ironica, dissacrante e riflessiva, partendo dagli usi e costumi della gente comune che influenzerà molti altri monumenti della milanesità come Gaber, Jannacci e altri.

Il repertorio del gruppo è caratterizzato dalla canzone popolare, macabra, d’epoca, nonsense- umoristica, satirica e d’impegno sociale. Svampa fonda il gruppo con Lino Patruno, Roberto Brivio e Gianni Magni, che pur con storie diverse hanno in comune tutti l’amore per la tradizione lombarda.

I Gufi

Come i grandi cabarettisti di Milano, I Gufi di esibiscono al Derby, diventando famosi prima in Lombardia e poi in tutta Italia.

Tra gli album più popolari del gruppo ricordiamo: I Gufi cantano due secoli di Resistenza (canzone milanese, canti anarchici dell’Ottocento e canzoni della resistenza partigiana). Seguono Il cabaret dei GufiMilano canta vol. 2Il teatrino dei Gufi, vol. 1 e vol. 2 e altre.

Svampa con I Gufi approda in televisione, ma nonostante la censura riesce a comunicare parte del repertorio più “scabroso” proprio grazie alla lingua milanese. Alla fine degli anni ’60, i Gufi portano a teatro Non spingete, scappiamo anche noi, il loro spettacolo più politico, dove i miti patriottici e militari di sempre vengono affrontati con ironia e sarcasmo.

Dai Gufi a divulgatore di milanesità

Dopo lo scioglimento dei Gufi, Svampa lavora spesso a teatro con Lino Patruno. Traduce e propone sempre le canzoni di Brassens. Approfondisce la sua ricerca delle tradizioni milanesi e pubblica Milanese – Antologia della canzone lombarda (dodici volumi di lavoro antropologico sulla città) e altri libri. Lavora anche in televisione e in teatro come attore e cabarettista. Non manca anche la sua attività come autore e compositore di canzoni in lingua milanese e lombarda.

Nel 1984 viene nominato direttore artistico del cabaret milanese Cà Bianca. Dal 2000, presso l’Accademia del Tempo Libero a Milano, insegnerà ai giovani allievi, con delle lezioni-concerto, la canzone popolare lombarda e milanese.

Svampa continuerà a esibirsi in concerti e spettacoli nei teatri della Lombardia e del Canton Ticino, dove propone il suo repertorio di canzoni e cabaret. Nel 2017 Porto Valtravaglia, Varese, dove vive, per l’ultimo saluto al cantastorie lombardo, si riempe di musica e di persone. Svampa lascia la moglie Dina, e le due figlie Elena e Lidia.

Il Comune di Milano ha inserito il suo nome nel Pantheon che si trova al Cimitero Monumentale nel capoluogo lombardo.

Di Lucilla Continenza

www.ildogville.it

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