SPETTACOLO DAL VIVO. Riapertura il 15 giugno, con distanziamento, monologhi e polemiche

SPETTACOLO DAL VIVO. Riapertura il 15 giugno, con distanziamento, monologhi e polemiche

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SPETTACOLO DAL VIVO. La riapertura di teatri, cinema e luoghi dedicati agli spettacoli è stata decisa a partire dal 15 giugno 2020, come annuncia il CTS (Comitato Tecnico Scientifico, Dipartimento della Protezione Civile) che ha esaminato e approfondito i contributi inviati dal MiBACT (Ministero per i beni e le attività culturali). Le misure sono previste nel DPCM (Decreto del presidente dei ministri) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio, (Decreto Rilancio).

Cinema e teatri e non solo saranno riaperti << A patto che vengano garantite tutte le condizioni atte a minimizzare il rischio di diffusione del COVID19>> che impongono <<posti distanziati e tetto di presenze>>.  Il decreto prevede: l’ausilio della mascherina da parte del pubblico, distanziamento di almeno un metro dagli altri spettatori, che saranno sottoposti a controlli e file di distanziamento sia all’ingresso che all’uscita, dispenser disinfettanti, limitato l’uso dei touch screen e del pagamento in contanti, così come delle audio guide.

spettacolo

Le sale dovranno avere posti a sedere preassegnati non modificabili. Il pubblico deve evitare di accedere in presenza di sintomi respiratori e temperatura corporea superiore a 37,5°. Lo stesso criterio deve essere applicato agli artisti, alle maestranze e ogni altro tipo di lavoratore presente nel luogo dove lo spettacolo si svolge.

Il tetto massimo di persone presenti in un luogo chiuso non dovrà superare il numero di 200. All’aperto sarebbero 1000 persone e in entrambi i casi, il numero comprende gli spettatori, gli artisti e tutto il personale tecnico. Per il cinema la distanza imposta è di un metro, ma per i teatri le misure sono diverse, a secondo del tipo di spettacolo.

Diversi <<addetti al lavoro>>, tra questi gli artisti, hanno mostrato perplessità sulle norme indicate nel decreto. Massimo Popolizio, (59 anni, quattro premi Ubu, l’ultimo nel 2019, considerato tra i migliori artisti del panorama teatrale contemporaneo), che durante il periodo di Fase 1 e Fase 2 ha continuato il suo lavoro online, ha affermato su diversi giornali a proposito della notizia: La riapertura dei teatri è il più grande bluff del mondo”.

Secondo Popolizio il distanziamento e i 200 posti in sala, hanno senso solo per le strutture, ma non per gli attori, se non per quelli già affermati. Il risultato sarà la rappresentazione di numerosi monologhi da chi già li faceva, perché noto al pubblico. In Germania ad esempio, fa notare Popolizio, i teatri riapriranno a dicembre e gli artisti continueranno ad essere pagati.

In Italia diversamente nessuno ancora dice che cosa succederà con i mancati ricavi, visto che il teatro vive di questo. Di fatto, spiega l’artista, in una sala di 500 posti si possono utilizzare meno di 100 posti, in una di 65 posti (5 file da 13) soltanto 15 spettatori. Si tratta di un affronto per luoghi importanti per la socialità, con un possibile deprezzamento della funzione culturale degli operatori dello spettacolo.

Spettacolo dal vivo. A Siracusa, la stagione del teatro greco riparte dai monologhi

A Siracusa, la classica stagione del teatro greco è stata spostata al 2021, ma il teatro non mancherà, grazie appunto ai monologhi e a una diversa sistemazione del pubblico e degli attori. L’Inda (Istituto nazionale dramma antico) ha varato una stagione alternativa, articolata con una serie di monologhi per 480 spettatori che si siederanno a giusta distanza sulla scena del Teatro greco, mentre gli attori reciteranno dalla gradinata. Tutti gli spettacoli della rassegna, denominata <<Per voci sole>> saranno trasmessi in diretta e in differita sul sito internet della Fondazione Inda.

Teatro Greco di Siracusa

Gli artisti della rassegna, che hanno lavorato su testi moderni ispirati al teatro classico, saranno tra gli altri: Laura Morante, Luigi Lo Cascio, Lunetta Savino, Claudio Santamaria con i Marlene Kuntz, Isabella Ragonese con Teho Teardo, Lella Costa. Ogni artista sarà accompagnato da un musicista o da strumentisti.

Si partirà il 10 luglio per terminare il 30 agosto con un’opera del rumeno Mircea Cantor, dal titolo Il suono del mio corpo è la memoria della mia presenza, che vuole essere un inno di rinascita dalla pandemia. Seguiranno, dopo la performance, Lucia Lavia, Anna Della Rosa e Galatea Ranzi con due prologhi e un coro tratti dalle Baccanti, Ifigenia in Tauride di Euripide, e Nuvole di Aristofane, a cui si potrà assistere, coronavirus permettendo, durante la stagione del 2021.

Di Lucrezia Palma

www.ildogville.it

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