MARCO MONDAINI (Monda). La satira scopre una ferita per far riflettere

MARCO MONDAINI (Monda). La satira scopre una ferita per far riflettere

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MARCO MONDAINI (Monda) è un videomaker, doppiatore, insegnante di dizione e attore di talento. Si è fatto conoscere al pubblico social in questi ultimi mesi di Pandemia per i suoi video ironici, acuti e divertenti FASE I e FASE II. Monda contrappone i diversi modi di agire degli italiani interpretando, tra comicità grottesca e riflessione sul complesso e “distopico” periodo che stiamo vivendo. I video, la cui produzione prosegue secondo l’istinto dell’artista e il termometro del momento, stanno riscuotendo sempre più visualizzazioni e condivisioni su YouTube, Facebook e altri canali social.

Monda ha 29 anni ed è laureato all’Accademia di Belle Arti, magistrale in Linguaggi multimediali digital video. Ha lavorato come attore, speaker, frontman e aiuto regista nel gruppo marchigiano di autori comici Ware en Valse. Nei prossimi mesi reciterà in due importanti serie per Sky e Netflix.

Lucilla Continenza ha discusso con Marco Mondaini di satira, recitazione, nuove tecnologie e multidisciplinarietà.

Monda
Marco Mondaini (Monda)

D) Ha riscosso molta popolarità sul web con i video comici FASE I e FASE II. Come spiega tanto successo di pubblico?

R) Da prima che cominciasse la pandemia mi sono sempre occupato di video, ma non mi sono mai messo a produrre video comici con grande frequenza. La quarantena mi ha costretto tra quattro mura e paradossalmente in una condizione di “impossibilità”, ho avuto voglia di cominciare a girarli.

Ho deciso di raccontare quello che succedeva in piccoli scene ironiche. Forse anche spinto dal fatto che eravamo più o meno tutti in una “difficoltà” simile. Ne avevo davvero bisogno per non impazzire nello scorrere dei giorni tutti uguali. Per avere una valvola di sfogo. Per questo motivo
dovevo fare dei video che facessero ridere me in primo luogo
.

Se il video che faccio non fa ridere me non lo pubblico mai. Con quei video sono fortunatamente riuscito a divertirmi nel girarli e nel guardarli, quindi forse per questa logica hanno fatto ridere anche altri con il mio stesso tipo di umorismo.

Per quanto riguarda il raggiungimento di un vasto pubblico, resterà sempre una incognita sospesa tra la eventuale qualità del video e il sempre sovrano algoritmo di Facebook e Instagram.

D) Qual è per Marco Mondaini (giovane del 2020) la funzione della satira oggi?

R) Ho quasi 30 anni ma grazie di cuore del “giovane”. Secondo me la satira è sempre quella, così come lo è il suo scopo: attaccare o mostrare una ferita per innescare una riflessione profonda.

Chi è pronto per il gioco della satira riderà e quindi riderà anche di se stesso, chi non lo è si difenderà e cercerà invece di rispondere in segno di rifiuto di ciò che viene mostrato. Da sempre il gioco è questo e vale sempre la pena perché coincide sempre con l’innescare una discussione, un confronto.

Amo la satira ma non ho la pretesa di dire che ne sono un portavoce. Faccio solo video per il web cercando di raccontare ciò che mi accade. Se poi il contenuto riesce ad essere satirico e ad andare “in fondo” alla questione, allora tanto meglio.

D) Siamo in un momento difficile per lo spettacolo dal vivo. Il web può essere uno strumento efficace per arginare il problema e trasformarsi in opportunità?

R) Il momento che stiamo vivendo è davvero drammatico. Un clima di totale incertezza. Il web non credo che potrà mai sostituirsi alla potenza di uno spettacolo teatrale o un concerto, per ovvi motivi. Ma è anche vero che può essere sfruttato per creare “vie alternative” che non abbiano ovviamente la pretesa (tra l’altro sarebbe ridicola) di sostituire quelle ad oggi impossibili come l’evento dal vivo.

Non so quali possano essere queste vie alternative, ma mi viene in mente una cosa che mi ha colpito molto durante questa quarantena. Molti esponenti dello spettacolo hanno aumentano notevolmente la loro presenza sui social, facendo dirette e soprattutto dialogando direttamente con i loro ammiratori e “followers”. Un “avvicinamento” che quando il contatto fisico non era un problema, non era così evidente e presente. Personalmente è una cosa che mi fa riflettere e ben sperare.

Non so se il web potrà dare vita a delle “soluzioni”, comunque temporanee
considerando l’insostituibilità del contatto umano, ma mi piace sempre credere che dietro una evidente difficoltà possano nascondersi delle opportunità da cogliere per trovare una “via per farcela.” Bisogna solo avere la pazienza di ragionarci su per trovarle. Staremo a vedere.

D) Da esperto di linguaggi multimediali e di recitazione quale settore dello spettacolo le interessa più approfondire o l’approccio dell’artista deve essere multidisciplinare?

R) Non mi ritengo un “esperto” di nulla, ma grazie davvero della generosità. Non ho una idea precisa al riguardo. Adoro tutto quello che è legato al racconto di una storia, quindi di conseguenza mi affascina tutto quello che possa permettere questo processo, dalla scelta di un particolare costume
al particolare tono di una battuta. Ambisco alla regia cinematografica perchè mi incuriosisce ogni aspetto, non riesco a non scollegare le singole parti dall’insieme organico che deve essere il video/film finito.

Per quanto riguarda l’essere multidisciplinare credo che sia ormai una necessità. Basta guardare il telefono che ormai abbiamo sempre in mano. Con quello possiamo chiamare, scrivere, riprendere un video, fotografare, avviare videochiamate, dirette live etc..etc…

È chiaramente un segno dei tempi e penso che chiunque oggi per sopravvivere deve cercare di comprendere questi strumenti ed essere in un certo senso “multidisciplinare”, sì.

Lucilla Continenza

Marco Mondaini (Monda)

https://www.youtube.com/user/Mondabong

www.ildogville.it


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