IL PIÙ GRANDE SOGNO. Il riscatto dalla periferia degradata su Prime Video

IL PIÙ GRANDE SOGNO. Il riscatto dalla periferia degradata su Prime Video

Reading Time: 2 minutes

IL PIÙ GRANDE SOGNO: quando il cinema fa riflettere con commovente malinconia, utilizzando un’espressione che con il divertimento, come lo intendiamo nel senso comune, ha poco a che fare. Il più grande sogno, opera prima di Michele Vannucci del 2016, con l’ispirato dalla sua vera storia Mirko Frezza, e il versatile e “sempre sul pezzo” Alessandro Borghi è disponibile in questi giorni on demand su Amazon Prime Video.

Il degrado della periferia romana nel Più grande sogno

Periferia di Roma. Mirko (Frezza), imponente, tatuato e dall’aspetto da duro, ha quasi 40 anni. Ha una bella moglie (Milena Miconi) e due figli. Dopo una vita da balordo di borgata moderna e periodi trascorsi in galera, può finalmente mirare alla “normalità”. Mirko ha sempre vissuto come gli è stato insegnato, ai margini e di espedienti. Ai margini è nato ed i margini sono l’unico mondo che conosce, ma l’uomo non manca di senso critico.

L’occasione di riscatto arriva quando Mirko viene a sua insaputa eletto presidente di quartiere, grazie all’ iniziativa di un’associazione che ancora oggi lavora nelle vecchie borgate romane di pasoliniana memoria per una possibilità di serenità. È la serenità che manca a chi cresce in un Far West metropolitano dove le regole sono spesso violente. Non occorre una laurea, ma astuzia e occhi ben aperti per meritare il consenso e il rispetto del branco. E Mirko è nato capo branco con i capelli lunghi e selvaggi, lo sguardo fiero, ma riflessivo e cristallino.

il più grande sogno

La voglia di quiete è il leitmotiv del film, che sta anche in un amore appena nato, come sottolinea Boccione (Borghi), amico di borgata di Frezza, dopo aver trascorso una notte di passione immerso in una mai provata e appagante leggerezza. “Non mi sono mai sentito così tranquillo” Afferma il giovane uomo. “Mi sono sempre svegliato inquieto” Continua in romanesco.

Il più grande sogno è presentato come docufilm con una fotografia nitida, cruda e essenziale, senza evocazioni oniriche. Sono sequenze che infatti fotografano, richiamando alcune delle opere più realistiche di Ken Loach. La realtà va presentata così come è, a volte confusa, a volte buia ma paradossalmente piena di luce. Anche i primi piani sul protagonista rimandano a un’espressività del quotidiano di una periferia che non è solo romana ma una delle tante.

Mirko si conosce, si pone delle domande, non ambisce a una vita borghese e non rinnega il suo mondo. Vuole però miglioralo, come in passato lo aveva, al contrario, distrutto. Si dedica a diverse attività sociali, con l’obiettivo di trasformare il territorio a cui appartiene, anche quando tutto gli è contro. Un banale errore, il protagonista non è infallibile come non lo è il suo mondo, può costare la fine del suo più grande sogno.

Il film è un invito alla curiosità e alla costruzione, rappresentate anche dalla coltivazione di un orto che rende fertile un quartiere degradato. Degrado riproposto, in diverse scene, volutamente e con ripetizione dal regista.

Il film ha ottenuto una candidatura ai Nastri d’Argento e ai David di Donatello 2017.

Di Lucilla Continenza

https://www.primevideo.com

www.ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.