LAVORATORI DELLO SPETTACOLO e Decreto Cura Italia

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Lavoratori dello spettacolo. Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri DPCM, emanato dal Premier Giuseppe Conte qualche giorno fa, che amplia il precedente decreto Cura Italia, prevede anche iniziative per il sostegno delle attività degli operatori dello spettacolo.

È un settore tra i primi ad avere subito un grosso impatto dalle chiusure imposte dall’emergenza sanitaria, a causa della pandemia globale, con gravi perdite. Con il divieto degli assembramenti, è questo uno dei settori maggiormente colpiti. Si valutano diversi miliardi persi in tutto il mondo dello spettacolo e della cultura con circa 340.000 professionisti fermi.

In questi giorni, anche grazie alle sollecitazioni di Legacoop, che ha denunciato le problematiche del settore dello spettacolo e della cultura, nelle Regioni Veneto e Emilia Romagna è stata prevista l’erogazione della Cassa Integrazione in deroga anche ai lavoratori intermittenti dello spettacolo, che non possono accedere al FIS, (Fondo d’integrazione salariale) calcolata sulla media di giornate effettivamente lavorate negli ultimi tre mesi.

Lavoratori dello spettacolo e Cura Italia

Cura Italia prevede anche per i lavoratori dello spettacolo un bonus di 600 euro. Le domande possono già partire da oggi 1 aprile. Per chi non lo avesse già fatto, è richiesta la registrazione sul sito INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale). In base alla circolare INPS n.49 del 30 marzo, gli artisti possono quindi fare domanda per ricevere denaro una tantum dopo la chiusura di cinema, teatri e di tutte quelle attività definite contrattualmente lavoratori dello spettacolo (gestione ora Inps, prima Enpals).

Il bonus è riferito al mese di marzo e ha quale spirito lo stato di emergenza e non è comunque un provvedimento definitivo. Ad aprile si attendono eventuali modifiche dei provvedimenti presi dal Governo. Cura Italia nasce dal presupposto di tamponare il danno economico e di mantenere una circolazione di denaro, vitale per tutti i cittadini e per l’economia  quasi completamente ferma.

Per poter usufruire del bonus gli operatori dello spettacolo devono però avere determinati requisiti definiti dalla circolare INPS del 30 marzo.

Intasamento del sito INPS

I lavoratori dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente per via telematica, ma a causa dell’intasamento del sito l’accesso è stato reso semplificato mettendosi in contatto sempre per via telematica anche con il patronato di appartenenza, utilizzando il PIN rilasciato dall’INPS (sia ordinario sia dispositivo), SPID di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), Carta nazionale dei servizi (CNS o tessera sanitaria).

Lavoratori dello spettacolo: requisiti

Come prevede il DCPM, ripreso dalla circolare INPS, è riconosciuta un’indennità una tantum di 600 euro (che corrispondono quindi a quasi 1.000 € lordi) ai lavoratori che siano iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, che non abbiano maturato un reddito superiore a 50mila euro l’anno precedente (2019) o che abbiano versato contributi giornalieri che siano almeno di 30 giorni sempre per il 2019 (includendo nell’art. 38 i lavoratori dello spettacolo senza un rapporto di lavoro dipendente al 23 febbraio).

Lavoratori dello spettacolo

Un ulteriore articolo del decreto, l’89 (Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo) prevede dei fondi proprio per sostenere il settore. Recita infatti l’articolo: “A seguito delle misure di contenimento del COVID-19, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo sono istituiti due Fondi, uno di parte corrente e l’altro in conto capitale, per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo. I Fondi di cui al primo periodo hanno una dotazione complessiva di 130 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 80 milioni di euro per la parte corrente e 50 milioni di euro per gli interventi in conto capitale.”

L’appello dei lavoratori dello spettacolo

Si può affermare che buona parte delle richieste fatte dagli operatori dello spettacolo siano state soddisfatte nel Decreto, grazie anche alle quasi 40.000 firme dell’appello per sostenere gli artisti durante l’emergenza. Si aggiunge l’appello delle 160 imprese del settore che lo sostengono e le richieste di sindacati, parlamentari, associazioni di categoria e artisti.

Il Cura Italia ha disposto per i lavoratori dello spettacolo anche crediti di imposta, proroga di versamenti per tutte le organizzazioni dello spettacolo. Le attività del settore spettacolo possono prorogare infatti tutti i versamenti fino al 30 maggio. Si tratta di un risparmio importante perché permette di liberare liquidità in anticipi e stipendi per i lavoratori nonostante la mancanza di incassi.

Nel Cura Italia, all’art. 89 è stato istituito anche un Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo che prevede lo stanziamento di 130 milioni di euro per il settore.

Richieste per i lavoratori intermittenti dello spettacolo

Vi sono però alcune rivendicazioni che vengono ancora portate avanti e a cui si spera di ottenere risposta.

Gli intermittenti dello spettacolo risultano infatti gli unici lavoratori senza nessuna indennità, sia per quanto riguarda l’integrazione al reddito per il periodo di non lavoro per il coronavirus che per l’ottenimento dell’indennità di malattia.

Questi lavoratori non avendo un contratto di lavoro in essere non possono aver diritto all’assegno di 600€ e neanche all’assegno di disoccupazione. Se non sono in chiamata non possono avere l’indennità di malattia se si ammalano o sono in quarantena, e nemmeno alla cassa integrazione se non liberamente deciso dalle singole Regioni.

Parliamo di operatori che vivono di questo lavoro ma non sono assunti dai grandi teatri, che tutti i mesi versano contributi per Integrazione al reddito FIS ma che non potranno accedervi. 

Si tratta di oltre 200.000 lavoratori senza protezione.

A tale proposito la richiesta è di includere l’accesso anche ai lavoratori intermittenti, con importo calcolato in base alla media delle retribuzioni dei 12 mesi precedenti. Stesso discorso vale per l’indennità di malattia senza il requisito delle 100 giornate di contribuzione dal 1° gennaio dell’anno precedente.

On line la petizione per le iniziative:

change.org/SosteniamoLavoratoriSpettacolo

Di Lucilla Continenza

www.ildogville.it

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