Lucia Bosè. Riposa in un posto migliore, con gli angeli che tanto amava

Reading Time: 5 minutes

LUCIA BOSÈ, pseudonimo di Lucia Borloni, si è spenta a 89 anni all’ospedale di Segovia, in Spagna, la sua seconda patria, dov’era stata ricoverata per una polmonite, ritenuta aggravata per Coronavirus. Ne ha dato la notizia ieri il primogenito Miguel Bosè, cantante e attore amato dal pubblico italiano, attraverso Twitter precisando: “ora è nel migliore dei posti.

Lucia Bosè
Lucia Bosè

Lucia Bosè: da commessa milanese a icona del cinema italiano

Lucia Bosè era nata a Milano il 28 gennaio 1931, da una famiglia di umili origini. All’età di 15 anni era stata notata dal grande regista Luchino Visconti, mentre lavorava nella pasticceria milanese Galli, situata dietro il Duomo.

Indubbiamente bella, al punto di vincere a Stresa, nel 1947, a 16 anni, il Concorso di Miss Italia, supera Gianna Maria Canale, al secondo posto, e Gina Lollobrigida al terzo. Concorrevano anche bellezze mozzafiato come Silvana Mangano ed Eleonora Rossi Drago, che poi approdarono alla carriera cinematografica.

Lucia Bosè
Lucia Bosè: vincitrice del concorso di Miss Italia

Tra grandi registi e amori passionali

La giovane miss sceglie il cognome di sua madre, Bosè, come nome d’arte e inizia a impegnarsi nella recitazione. Supera il provino per Riso Amaro un cult del neorealismo, ma la sua famiglia nega il permesso a parteciparvi. Nel 1950, durante i duri anni della ricostruzione, con la regia di Giuseppe De Santis, Lucia Bosè è una pastorella a fianco di Raf Vallone nel cast di Non c’è pace tra gli ulivi. Questa partecipazione è l’inizio di una carriera sotto la direzione di registi già famosi o divenuti poi celebri come Michelengelo Antonioni, Luciano Emmer, i fratelli Taviani, Fellini, Jean Cocteau e Bunuel. La giovane attrice, amata dagli italiani per la frescheza e il sorriso dolce di un’Italia che rinasce dallo sfacelo della seconda guerra mondiale, inizialmente alterna film d’autore a commedie rosa.

Con l’astro nascente Michelangelo Antonioni, nel 1950, Lucia Bosè è protagonista in Cronaca di un amore con Remo Girotti; poi, nel 1953, sempre con Antonioni, interpreta Clara Manni in La signora senza camelie a fianco di Gino Cervi. Si racconta che Antonioni si fosse innamorato dell’attrice, ma non ricambiato.

Lucia Bosè
Lucia Bosè in una scena di Cronaca di un Amore

Diretta da Luciano Emmer, nel 1951, Lucia Bosè  è Mimì con gli attori già noti Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Marcello Mastroianni e Franco Interlenghi, in Parigi è sempre Parigi. Al cast partecipa anche Yves Montand, cantando e interpretando se stesso.

Ancora con il regista Emmer, nel 1952, in Le ragazze di piazza di Spagna, l’attrice diventa Marisa, la più bella delle tre sartine che lavorano in una grande sartoria nei pressi di piazza di Spagna. Nel cast con Lucia Bosè ci sono Cosetta Greco,  Liliana Bonfatti, Marcello Mastroianni e Ave Ninchi.

Lucia Bosè: il fidanzamento con Walter Chiari e il matrimonio con Luis Miguel Dominguin

In seguito, Lucia Bosè viene richiesta per film comico-farseschi a fianco di Walter Chiari, suo primo amore, che la terrà sempre nel suo cuore, prima di approdare a nozze con il grande amore della sua vita, la star delle arene, il torero Luis Miguel Dominguin, nel 1955.

Lucia Bosè e Walter Chiari

Prima del matrimonio, Lucia Bosè è richiesta dal regista Francesco Maselli ne Gli sbandati, per interpretare Lucia, un’operaia che si innamora del figlio di una contessa. Il film viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia dove riceve una menzione speciale. Questo film è annoverato fra i 100 film italiani da salvare. Ancora nel 1955, Luis Bunuel dirige Lucia Bosè che interpreta Clara ne Gli amanti di domani (Cela s’appelle l’aurore).

Continua a lavorare con grandi registi internazionali come Jan Antonio Barden ne Gli egoisti (Muerte de un ciclista) nel 1954, film premiato a Cannes nel 1955 con il FIPRESCI della critica. Nel 1960, Jean Cocteau, la vuole nel cast di Le Testament d’Orphée). È un film drammatico, auto celebrativo con lo stesso Cocteau che interpreta se stesso. C’è anche Pablo Picasso in un cameo.

Lucia Bosè: l’abbandono del cinema per amore

Dal matrimonio di Lucia Bosè e Luis Miguel Dominguin, nascono i tre figli: Miguel, Lucia e Paola. Il potente matador chiede alla sua sposa, nel 1956,  l’allontanamento dal cinema, ma non è fedele. Nel 1967 l’attrice che vive in Spagna, amareggiata dalle continue infedeltà del focoso marito, chiede la separazione.

Lucia Bosè
Lucia Bosè e Luis Miguel Dominguin

Ritorna al cinema con grandi registi ma con parti secondarie. Nel 1969 è nel cast di uno dei capolavori di Fellini Fellini-Satyricon dove Bosè è la suicida. Nel 1971, Liliana Cavani richiede Lucia Bosè nella parte di Anna nel film L’ospite, con Glauco Mauri. La trama è dedicata al difficile reinserimento in società dei pazienti psichiatrici. Ricordiamo poi nel 1970 Metello, con Massimo Ranieri e Ottavia Piccolo, diretto da Mauro Bolognini, tratto dall’omonimo romanzo di Vasco Pratolini. Sempre per Bolognini, Bosè recita anche in Per le antiche scale, per interpretare la moglie del direttore del manicomio, oggetto della trama del film.

Lucia Bosè frequentò personalità importanti: Pablo Picasso, Ernest Hemingway e Luchino Visconti, padrino di battesimo del suo primogenito Miguel.

Le ultime interpretazioni e la passione per gli angeli

Nel 1982 l’attrice lavora anche in TV nella Certosa di Parma (capolavoro di Stendhal), con Gian Maria Volonté, Marthe Keller, Ottavia Piccolo e il giovane e bellissimo Andrea Occhipinti nel ruolo di Fabrizio .Tra le ultime interpretazioni: Cronaca di una morte annunciata (1987) di Francesco Rosi, L’avaro (1990) di Tonino Cervi, Volevo i pantaloni (1990), Harem Suare di Ferzan Ozpetek (1999) I viceré (2007) di Roberto Faenza, dove interpreta il ruolo di una nobildonna siciliana nel periodo risorgimentale.

Il Museo degli angeli

Nel 2000, Lucia Bosè riesce a realizzare un sogno di gioventù e crea nella città di Turégano, in Spagna, il primo Museo degli Angeli, dedicato all’arte contemporanea, che raccoglie più di 80 opere di artisti internazionali con soggetto angelico. Purtroppo, il Museo chiude de finitamente il 3 febbraio 2007.

Lucia Bosè e i suoi angeli

Nel 2017, l’attrice riceve il Wilde Vip European Award per l’Arte e la Cultura, onorificenza conferita dalla Dreams Entertainment con l’Osservatorio Parlamentare Europeo.

Libera, indipendente, contro tutte le convenzioni (si tingeva i capelli color blu), l’attrice ospite di Mara Venier a Domenica in nel 2019 affermava: Al lavoro ho dato il 50% della vita, ma non è mai stato la mia vita. Ora mi godo la solitudine e non ho rimpianti“. Ha affermato anche in una recente intervista alla testata on line San Francesco: “Ho messo al primo posto sempre la famiglia, prima ancora del lavoro. Mi sono salvata con questa scelta. Non ho rimpianti perché ho avuto tutto quel che ho sognato. Però mi sarebbe piaciuto fare teatro con Luchino Visconti, ma la tbc mi aveva procurato qualche fastidio a un polmone. I medici me lo proibirono perché non potevo affaticarmi più di tanto“.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.