PANDEMIA e cinema. I film profetici da cui trarre insegnamento

PANDEMIA e cinema. I film profetici da cui trarre insegnamento

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In questi giorni dalle lunghe ore, siamo costretti giustamente a stare a casa a causa di questa spaventosa e inaspettata pandemia. Senza cedere alla psicosi, mantenendo la calma e attenendosi alle regole, le attività da svolgere possono essere tante. Diversi sono i film che hanno trattato temi su pandemie, guerre batteriologiche ecc. Ora che siamo caduti in una “distopia reale” ricordiamo cinque tra i lungometraggi più interessanti e profetici di quello che stiamo vivendo. Spesso si afferma: “la realtà supera la fantasia“. Abbiamo avuto purtroppo prova, in queste settimane, che non si tratta solo di una banale frase fatta. L’augurio è di uscirne il prima possibile, come in un film a lieto fine per poterci nuovamente riabbracciare.

Cassandra Crossing

Negli anni ’70 Cassandra Crossing (catastrofico) fa molto scalpore. È un film del 1976, di George Pan Cosmatos,. Si avvale di un cast stellare: l’intramontabile Sofia Loren e Richard Harris, con Ava Gardner, Burt Lancaster, Martin Sheen e Alida Valli. Ginevra, due terroristi svedesi nel tentativo di piazzare una bomba nella sede dell OMS cercano rifugio in uno dei laboratori di massima sicurezza dove vengono studiati nuovi virus. Durante uno scontro a fuoco con le guardie di sicurezza, un’ampolla contenente il virus si rompe e contagia l’unico terrorista superstite.

L’uomo riesce a prendere un treno in stazione e a nascondersi nella cucina della carrozza ristorante. Tossendo sulla pietanza da servire, contagia chi mangia. I passeggeri iniziano a rendersi conto che qualcosa di grave sta accadendo, quando, durante una sosta, il treno viene sigillato, per ordine dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Pandemia
Cassandra Crossing: una scena

Un medico scopre però che il virus è curabile, ma le autorità dell’OMS, per coprire un possibile scandalo decidono di non fermare la corsa del treno. Da qui parte un crescendo di tensioni e tentativi di salvarsi da questa folle corsa verso un  ponte fatiscente sul punto di crollare, morte sicura e calcolata a tavolino per tutti i passeggeri. È il Cassandra Crossing, da cui appunto il film prende il titolo.

Ultimo rifugio: Antartide

Ultimo Rifugio: Antartide. Del regista giapponese Kinji Fukasaku, il film (fantascienza) del 1980, è tratto da un romanzo di Sakyō Komatsu. Inizia come una spy story. Febbraio 1982, degli agenti della Germania dell’est e americani si incontrano per uno scambio di pericolose fialette contenenti un virus altamente letale, creato accidentalmente da un genetista statunitense e in mano a agenti russi. Il protagonista vuole che un campione del virus venga consegnato in Svizzera per trovare un vaccino. Qualcosa però va storto e una delle spie americane scappa con una fiala. Sale su un piccolo aereo privato per fuggire, ma mentre sta sorvolando le Alpi, il velivolo ha un incidente e si schianta.

Ultimo rifugio: Antartide: una scena

Da qui il virus si espande nel mondo e prende il nome di influenza italica. Coincidenza questa che fa rabbrividire vista la situazione che stiamo vivendo. Si scatena quindi il panico tra la gente. Gli ospedali sono al collasso. Dottori e infermieri cercano di salvare vite ma a loro volta sono contagiati e morenti. 

Il Presidente degli Stati Uniti capisce che l’unica possibilità di sopravvivenza per la razza umana è composta da poche centinaia di persone tra scienziati e tecnici di basi scientifiche in Antartide. Il pericoloso virus si autodistrugge infatti a temperature inferiori a -10 gradi. I sopravvissuti cercano di riorganizzarsi dando vita al “Consiglio Federale dell’Antartide“, formato da americani, russi, argentini, norvegesi e giapponesi. La pellicola è un insieme di colpi di scena incredibili e con terremoti incombenti da cui salvarsi la vita. Sembra incredibile che tutto questo sia uscito dalla mente di un “tranquillo” giapponese.

Virus letale

Negli anni ’90, l’AIDS è una malattia che miete parecchie vittime, in Africa scoppia si aggiunge anche Ebolavirus. Nel 1995 il cinema americano affronta il tema del contagio con Virus Letale (thriller) di Wolfang Petersen vietato ai minori di 14 anni per la crudezza delle scene. Anche questo lungometraggio vanta di un cast stellare: Cuba Gooding JrDonald SutherlandDustin HoffmanKevin SpaceyMorgan FreemanPatrick Dempsey.

Virus letale: una scena

Un medico militare americano è in Africa per studiare un virus devastante. Si convince che il virus possa diffondersi anche negli States, ma nessuna autorità gli crede. L’intuizione dell’uomo viene scambiata per inutile allarmismo, fino a quando non sono segnalati i primi casi di malati in una cittadina della California. Il contagio arriva in America a causa di una scimmietta, trasportata dall’Africa, su una nave fino in America. Gli scienziati si attivano disperatamente alla ricerca di un vaccino. Il virus nasconde però un complotto militare e lo sviluppo delle armi batteriologiche. Il vaccino esiste già, anche se ne è stata mantenuta segreta l’esistenza per motivi politici.

Contagion

Arriviamo ad anni più recenti e premonitori. Contagion è un film (thriller, drammatico) del 2011 di Steven Soderbergh, con un cast di star come Matt Damon, Marion Cotillard, Gwynet Paltrow, Jude Law, Kate Winslet e Elliott Gould. Nel lungometraggio una donna d’affari, rientrando a casa, negli Stati Uniti, da un viaggio di lavoro a Hong Kong, contrae un virus. Sviene e poi muore in ospedale diventando il paziente 1, rischiando di provocare una pandemia. Da qui una corsa indietro nel tempo da parte dei medici per cercare di capire tutti i suoi spostamenti della donna. Con chi è venuta a contatto, da chi è stata contagiata e chi ha a sua volta contagiato. Il virus è stato causato dalla mescolanza di un’infezione suina e di un pipistrello.

Nel frattempo l’epidemia si diffonde e crea una grave pandemia. Si produce così una corsa al vaccino, che viene trovato, ma difficile da poter somministrare a tutto il mondo. Non mancano gli sciacalli. Un blogger senza scrupoli e in crisi di visualizzazioni, si inventa infatti sopravvissuti al virus e cerca di fare soldi rivendendo inutili elisir omeopatici. Il finale è per fortuna a lieto fine, dove tutti i pezzi tornano al loro posto.

It Comes at Night

Tre anni fa (2017) sempre a proposito di pandemia, e quando ancora l’argomento era interesse un po’ “bizzarro”, It Comes At Night (horror) ottiene un buon successo di pubblico. Il regista Trey Edward Shults analizza, nel lungometraggio, le sottili dinamiche e gli equilibri dentro una casa, in tempi di pandemia. Dopo che un virus non identificato ha eliminato gran parte della popolazione, i superstiti vivono senza elettricità e acqua corrente. Paul e la sua famiglia, composta da moglie e figlio, tra i pochi sopravvissuti, si rifugiano in una casa isolata nel bosco.

It Comes at Night : una scena

L’uomo impone ai suoi cari delle regole ferree, per sopravvivere al disastro e al contagio. L’arrivo di un’altra famiglia in difficoltà e alla quale i tre protagonisti danno ospitalità sconvolge completamente gli equilibri della convivenza. La catastrofe che è fuori è poca cosa a confronto dei conflitti che si creano nella casa.

Di Lucilla Continenza e Patrizia Triulzi

www.ildogville.it

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