DOPO IL MATRIMONIO. Commovente confronto tra Moore e Williams

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DOPO IL MATRIMONIO è un  film commovente, di produzione americana, che ho visto in anteprima stampa qualche giorno fa. Dovrebbe arrivare nelle sale italiane il 27 febbraio, ma vista la situazione di emergenza in cui ci troviamo è possibile che l’uscita sia posticipata. È una pellicola degna di menzione, un remake di un film danese (stesso titolo) del 2006. Due grandi attrici, il premio Oscar Julianne Moore e la quattro volte candidata all’Oscar Michelle Williams sono per la prima volta sul grande schermo in una storia che parla di  altruismo, confronto con le “normali” tragedie della vita e vero amore. Dopo il matrimonio è scritto e diretto da Bart Freundlich marito di Moore, la quale ha molto insistito perché la storia fosse girata.

Dopo il matrimonio: trama

Il film inizia in India, a Calcutta, in un orfanotrofio dove Isabel (Williams), dirige con difficoltà un orfanotrofio. La donna, riservata e idealista, è tra i possibili candidati di una sostanziosa beneficenza di una potente azienda americana diretta da Theresa, (Moore), donna affascinante, super organizzata e plurimilionaria. Isabel decide quindi di  partire per New York dove incontra Theresa che la invita al matrimonio della giovane figlia adottiva. Durante la cerimonia a cui Isabel partecipa mal volentieri, non sentendosi a suo agio, in un mondo di ricchi, la donna si rende conto che l’invito non è casuale.

Dopo il matrimonio
Dopo il matrimonio

Il marito, famoso scultore, di Theresa è infatti l’amore contrastato di Isabel di vent’anni prima. I due avevano avuto una figlia a cui ai tempi la ragazza aveva rinunciato e che rincontra proprio il giorno del suo matrimonio. Perché Theresa, che con il marito ha altri due figli e vive una serena vita famigliare, ha deciso di far riapparire dal nulla il fantasma di Isabel? Il finale lo lasciamo allo spettatore.

Dopo il matrimonio
Dopo il matrimonio

Toccante riflessione sul vero amore

È un film che emoziona. Lo spettatore assiste ad un mosaico di fatti che si ricompongono poco alla volta. È interpretato molto intensamente sia da Moore (ricca, perfetta e di buon cuore Theresa), che da Williams (qui calata nello stereotipo di colei che almeno inizialmente condanna come cattivo tutto ciò che è legato alla ricchezza). Isabel accuserà inizialmente Theresa di voler fare l’eroina davanti al suo grande amore di gioventù e alla figlia ritrovata, ma cresciuta con grande affetto dal vero padre e dalla benefattrice milionaria.

Dopo il matrimonio

L’importanza dei veri sentimenti

Moore, che è anche produttrice del film, vuol far capire allo spettatore che i sentimenti veri tra ricchi e poveri e i fatti gravi della vita alla fine sono gli stessi. Soldi o non soldi le esistenze umane ruotano attorno a quelle poche persone a cui teniamo e che saremmo disposte a proteggere a qualsiasi prezzo. È un film che va oltre gli egoismi individuali e che parla di sentimenti veri. Amare è volere il bene dell’altro a prescindere o meno della nostra presenza o assenza. Come recitava una famosa canzone di Sting: If you love somebodi set them free. Il resto è egoismo. 

Moore e Willams reggono il confronto, anche se il ruolo di Williams è più complesso e l’attrice pecca di troppa professionalità stereotipando all’eccesso il personaggio. Moore risulta invece più naturale nei panni della ricca e banalmente umana top manager. Il messaggio è affrontare sia la perdita e optare sempre per la rinascita. La vita spesso mette duramente alla prova, ma non ci si deve arrendere anche quando sembra impossibile.

Il film è distribuito da Lucky Red

Di Lucilla Continenza

www.ildogville.it

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