Flavio Bucci. Ricordando l’artista “eccessivo” e magnifico Ligabue

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A un giorno dalla morte è doveroso ricordare Flavio Bucci, (indimenticabile Antonio Ligabue e non solo). Bucci attore, doppiatore e produttore cinematografico italiano, è mancato a 72 anni, ieri 18 febbraio, nella casa-famiglia a Passoscuro (Fiumicino-Roma), dove si trovava da tempo in condizioni di indigenza. A prescindere dalla situazione economica dell’artista, ci lasca un grande talento della recitazione a 360°.

Bucci
Flavio Bucci

“In teatro guadagnavo anche due milioni al giorno. Per fortuna, ho speso tutto in donne – manco tanto che me la davano gratis – vodka e cocaina, non ho più soldi. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato 7 miliardiCosì racconta Flavio Bucci in una delle sue ultime interviste, e prosegue:Io non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto. Mi chiedono spesso se l’alcol mi ha distrutto. Ubriacarsi è bellissimo, al di là dei discorsi di morale che io non ho. E poi che cos’è che fa bene? Lavorare dalla mattina alla sera per arricchire qualcun altro (…)?”.

Flavio Bucci commovente Ligabue e non solo

Bucci, seconda generazione di migranti del sud a Torino, studia recitazione nel Teatro Stabile di Torino, e nel 1971, Elio Petri, che poi diventerà quasi un padre per l’attore, lo chiama per debuttare sul grande schermo, in una parte del film La classe operaia va in paradiso, che descrive il rapporto alienato degli operai con la macchina. Recita con Gian Maria Volontè del quale sarà sempre un grande amico.

Ligabue

Il grande successo arriva nel ’77, a 30 anni, con l’interpretazione del genio stralunato del pittore Ligabue, in uno sceneggiato RAI, Ligabue, diretto da Salvatore Nocita, che, in tre puntate, percorre la difficile esistenza del grande pittore naif, più volte rinchiuso in manicomio e bullizzato. L’interpretazione di Bucci è di un realismo esasperato, incentrata sulla follia espressiva del pittore. Lo sceneggiato, in versione cinematografica più corta, viene presentato al Festival di Montréal, dove consegue due premi, il Gran Premio delle Americhe e il Premio alla migliore interpretazione maschile a Bucci. In diverse interviste Bucci ripeterà che avrebbe rinterpretato Ligabue all’infinito.

Ligabue: Flavio Bucci

Il Marchese del Grillo

Sempre con Nocita, per la televisione, Bucci interpreta il poliziotto Luna Piena ne I promessi sposi, miniserie del 1989, ma un altro marchio di fabbrica è la sua interpretazione nel Marchese del Grillo nel ruolo di Don Bastiano, film di Mario Monicelli, con Alberto Sordi, (1981).

Flavio Bucci: il discorso di Don Bastiano prima di morire, nel Marchese del Grillo

L’artista, dai particolari tratti somatici che lo rendono un perfetto caratterista, passa dal cinema, al teatro classico e impegnato e alla televisione con una presenza che “buca”, come si dice in gergo. Potente, intenso, gli occhi dalle pupille enormi, dolci e al contempo inquiete, in carriera ha anche importanti esperienze da doppiatore. Ha doppiato Travolta ne La Febbre del sabato sera e in Grease; è Potsie in Happy Days. Presta la voce anche a Gerard Depardieu e a Sylvester Stallone.

L’artista era anche amico e ammiratore di uno che la vita la prendeva a morsi: Ugo Tognazzi, con cui ha lavorato nel film del ’73 La proprietà non è più un furto ricordandolo come l’unico che sapeva vivere davvero”. Nonostante i successi, Bucci accetta anche parti minori, come L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo, nel ’75. In Suspiria di Dario Argento interpreta poi il pianista cieco dell’Accademia degli orrori.

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La proprietà non è più un furto: Flavio Bucci

Flavio Bucci. Attore che nella vita non ha mai recitato

Nella sua lunga carriera Flavio Bucci ha recitato in più di 50 film, senza tralasciare il teatro classico, era un grande appassionato di Pirandello. Ha ottenuto successo anche in Tex di Tessari (’85) e ne Il Signore degli abissi (’85). Interpreta anche Erode in Secondo Ponzio Pilato (’87); Teste rasate (’83); Nel 2003 è nel cast del film Caterina va in città di Paolo Virzì. Partecipa nel 2005 in Il silenzio dell’allodola ed è nel cast de Il divo di Paolo Sorrentino (2008). Nelle sue ultime apparizioni, torna in scena a teatro con E pensare che ero partito così bene, supportato da una brava danzatrice (Alessandra Puglielli) e aiutato negli intermezzi recitati da Almerica Schiavo.

E pensare che ero partito così bene

La sua vita privata è stata travagliata: un matrimonio con la doppiatrice Micaela Pignatelli da cui ha i due figli Alessandro e Lorenzo. A 50 anni diventa nuovamente padre di Ruben che nasce da una lunga relazione con la produttrice olandese Loes Kamsteeg da cui si separerà successivamente.

L’artista, recentemente, ha dichiarato:”Niente nella mia vita è accaduto invano. Grazie alla mia professione mi sono identificato in più vite, ho avuto il cervello continuamente in moto, conoscendo un destino non normale, sublime, appagante“.

Lucrezia Palma

www.ildogville.it

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