LAURA ANTONELLI. Storia di un bellissimo cigno nero sfortunato

LAURA ANTONELLI. Storia di un bellissimo cigno nero sfortunato

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LAURA ANTONELLI. Parliamo di un cigno nero e sfortunato del cinema italiano. Laura Antonelli è lo pseudonimo di Laura Antonaz (1941-2015). Nasce a Pola, città istriana all’epoca italiana. Profuga durante l’esodo istriano per la sconfitta italiana nella seconda guerra mondiale,  si trasferisce con la famiglia a Napoli, dove frequenta  la scuola e si diploma. Trasferitasi poi a Roma, diventa insegnante di educazione fisica e, per la sua bellezza, viene chiamata a girare spot pubblicitari e fotografata per fotoromanzi, fino al grande successo nel cinema e al declino degli ultimi anni.

Laura Antonelli
Laura Antonelli in tutto il suo splendore

Laura Antonelli: inizi e carriera

Laura Antonelli viene scelta per la pubblicità televisiva e dopo aver girato alcuni “caroselli” per la Coca Cola, viene ingaggiata per i fotoromanzi. Si tratta di storie raccontate attraverso immagini fotografiche con un linguaggio semplice e diretto. I volti, le figure, gli attori degli interpreti delle storie raccontate sono di attori che diventeranno famosi: Gassmann, Sophia Loren, Albertazzi, Anna Maria Ferrero, Ilaria Occhini, Gina Lollobrigida, Luciano Gemma, Ornella Muti, solo per citarne alcuni.

Laura Antonelli

Pertanto, Laura Antonelli accetta volentieri questi ruoli che influenzano le abitudini ed i comportamenti negli ambienti di lavoro, in quelli familiari ed anche nelle relazioni sentimentali. Nel decennio 1970-1980, Laura Antonelli raggiunge il successo. Notata dal cinema lavora nei diversi generi cinematografici: commedia leggera, erotica, dramma, cinema d’evasione e film d’autore. È una bellezza delicata ma al contempo molto sensuale, con tutte le “cose al posto giusto”, per intenderci. È molto attraente e i registi la richiedono soprattutto per assegnarle ruoli sensuali.

Laura Antonelli: le prime parti al cinema

Antonelli Inizia con piccoli ruoli nei film: Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli, nel ’64, e Le sedicenni di Luigi Petrini nel ’65. Un ruolo importante viene però offerto alla giovane attrice nel ’69 dal regista Massimo Dallamano che la seleziona come protagonista di Venere in pelliccia, tratto dall’omonimo romanzo erotico dell’autore austriaco Leopold von Sacher-Masoch. Una severa censura blocca però l’uscita del film che viene riproposto sei anni dopo, alleggerito dalle scene più scabrose, con il titolo Le malizie di Venere.

Laura Antonelli
Venere in pelliccia

La bionda e generosamente nuda Antonelli è nel ruolo della ninfomane Wanda che fa innamorare di sé Severin (Régis Vallée) durante una vacanza estiva. Il film, incentrato su estreme esperienze sessuali all’interno di una villa spagnola, insieme ad una coppia di cameriere lesbiche, uscì nelle sale della Germania Ovest, ma venne bloccato per quelle italiane.

Infatti, Le Malizie di Venere diventa un dramma giudiziario noir con un tragico epilogo. In quest’ultima versione il protagonista è rinchiuso in carcere, accusato di omicidio e durante il processo rivive tutte le fasi della sua tormentata storia d’amore con una libertina dalle spiccate propensioni sadiche.

Il successo e icona di bellezza italiana

Il successo giunge all’attrice nel ’71, quando è protagonista de Il merlo maschio, primo di molti film erotici,  nel ruolo dell’attraente Costanza, moglie del violoncellista Niccolò Vivaldi (Lando Buzzanca). Diretto da Pasquale Festa Campanile e ambientato nella città di Verona. È considerato uno dei film più riusciti e rappresentativi della Commedia  all’italiana. Il tema è inconsueto e scabroso, l’esibizione della propria sposa da parte del marito per ottenere piacere dalle reazioni d’ammirazione o di desiderio di chi è invitato ad assistere alla scena.

Segue il grande successo, con Malizia, diretto da Salvatore Samperi nel ’73. È una delle più fortunate commedie sexy all’italiana. Con Malizia Laura Antonelli vince anche il Nastro d’argento come migliore attrice protagonista, conferitole dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e il Globo d’Oro alla migliore attrice rivelazione, premio della stampa estera.

Malizia

A questo film si farà riferimento per le innumerevoli pellicole successive, è il maggior successo economico di Samperi e l’affermazione di Antonelli come icona erotica del decennio. Malizia detiene ancora l’undicesimo posto nella classifica dei film italiani più visti di sempre. Per Laura Antonelli il cachet passa da 4 a 100 milioni di lire per film.

Il cinema d’autore

Nel frattempo l’attrice viene chiamata anche per film d’autore. Nel ’71 interpreta Pauline ne Gli sposi dell’anno II (Les mariée de l’an II), un film comico diretto da Jean-Paul Rappeneau  e sul set conosce Jean-Paul Belmondo, con cui lavora anche nel ’72  per il successivo film Trappola per un lupo di Claude Chabrol. Belmondo sarà il grande amore della sua vita. Diventano una coppia invidiatissima e fotografata. Si lasciano dopo 8 anni, nel 1980.

Laura Antonelli
Laura Antonelli e Jean Paul Belmondo

Nel ’73 interpreta anche, con Giancarlo Giannini, il film Sessommatto diretto da Dino Risi, con l’argomento sesso-gerontofilia e Mio Dio come sono caduta in basso di Luigi Comencini per il quale Laura vince un secondo Globo d’Oro. Laura interpreta anche film scritti appositamente per lei come Peccato veniale di Samperi del ’74. In Divina Creatura, ’75, di Giuseppe Patroni Griffi, l’attrice gira una scena di nudo integrale della durata di  sette minuti, mai proposto prima di allora.

L’innocente, di Visconti dal romanzo di D’Annunzio, con Giannini

L’innocente di Luchino Visconti  del ’76, tratto dall’omonimo romanzo di Gabriele d’Annunzio, è una lodevole prova di recitazione di Antonelli. Si tratta dell’ultimo lavoro del Maestro che muore proprio nel ’76. Con l’attrice è protagonista un intenso, affascinante e senza scrupoli Giannini.

Trailer

Nel ’77 Antonelli è Sandra, in Gran Bollito di Mauro Bolognini, un film drammatico, d’orrore e grottesco. Nell ’81, recita in Passione d’amore di Ettore Scola e si guadagna una candidatura al David di Donatello per la migliore attrice non protagonista. L’attrice lavora poi principalmente in commedie molto interessanti, affrontando i grandi classi. Ricordiamo Il malato immaginario e L’avaro, da Molière, entrambi di Tonino Cervi e con l’indimenticabile Alberto Sordi protagonista.

Nell’81 recita in Casta e Pura una commedia di genere erotico con Fernando Rey, e Massimo Ranieri, sempre diretta da Samperi. Nel corso degli anni ’80, Laura Antonelli lavora in pellicole comiche o erotiche. È nel anche cast di Grandi Magazzini di Castellano e Pipolo e al fianco di Diego Abatantuono in Viuuulentemente mia di Carlo Vanzina. Nel ’85 interpreta La venexiana, accanto a Monica Guerritore e Jason Connery, figlio di Sean. Lavora anche in Miniserie televisive; Gli indifferenti, ’88, di Bolognini e Disperatamente Giulia, ’89, diretta da Enrico Maria Salerno.

La caduta e l’oblio di un cigno nero

Nella notte del 27 aprile ’91 nella casa dell’attrice a Cerveteri viene rinvenuta cocaina e Antonelli condannata. Nove anni dopo viene assolta dalla Corte d’Appello di Roma, ma a quel punto la sua carriera è rovinata. Nel ’91, ritorna comunque al cinema con Malizia 2mila, sempre diretta da Samperi, ma il film non ottiene il successo del precedente.

Malizia 2000

A questo si aggiunge un brutto lifting che le sfigura il viso per diverso tempo. L’attrice dagli anni 2000 cade in una crisi economica e psicologica e si rifugia in un appartamento a Ladispoli dove vive ingrassata e in solitudine. Muore per un infarto a 73 anni nella sua abitazione. La bellissima ragazza di Pola non fu fortunata nella vita e in amore. Belmondo ha reagito alla morte della sua ex compagna ricordandola come una donna molto “charmant“.

L’attrice aveva espresso il desiderio che, quando fosse morta, le uniche persone ad essere avvisate fossero il fratello Claudio, residente in Canada, il parroco di Ladispoli e gli attori Lino Banfi e Claudia Kooll che Laura considerava gli unici veri amici rimasti del mondo dello spettacolo.

Di Lucilla Continenza e Judith Maffeis Sala               

www.ildogville.it                 

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