JUDY. Zellweger, umana e fragile Garland, in odore di Oscar

JUDY. Zellweger, umana e fragile Garland, in odore di Oscar

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JUDY è un film biografico, drammatico, musicale, con Renée Zellweger nei panni della leggendaria cantante, ballerina e attrice statunitense, la divina Judy Garland, nella fase finale della sua vita. Il film termina infatti la narrazione, sei mesi prima della morte dell’attrice, avvenuta a soli 47 anni. Diretto da Rupert Goold, regista, direttore artistico e sceneggiatore, attivo soprattutto in teatro, il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e al Festival di Toronto ed ha già vinto 14 premi internazionali. Ha ricevuto il Golden Globe per la migliore attrice (Zellweger) ed è candidato a due premi Oscar (miglior attrice e miglior trucco).

Zellweger in Judy, come sempre non delude, sia per naturalezza dell’interpretazione (mai caricatura) che per la somiglianza con Garland, grazie a una mimesi molto naturale e credibile e senza posticci.

Prodotto da BBC Films, Calamity Films, Pathé UK e 20th Century Fox, Judy è distribuito da Notorius Pictures. È nelle sale italiane dal 30 gennaio. Nella stessa data si è celebrato il 50° anniversario della morte della Garland e l’80° della prima proiezione del Mago di Oz di cui l’artista è stata indimenticabile giovane protagonista.

Judy: libero adattamento del dramma teatrale End of the rainbow

Il film Judy è un adattamento molto libero del dramma teatrale End of the rainbow di Peter Quiller. Racconta la tormentata e difficile vita di Judy Garland, attraverso una narrazione che si avvale di flash back (i primi anni dell’attrice ragazzina). È un mix di fama e successo e caduta libera. È la storia di una donna che ha vinto Oscar e Golden Globe, dal carattere inquieto e difficile, della sua personale battaglia contro lo Star System, dei sui rapporti coi musicisti, con i fan, con gli amici, con gli amori tormentati.

Judy

Il film narra del dramma umano e personale di una donna, fatto di ricordi di un’infanzia perduta e del dispiacere di non poter vivere serenamente con i suoi ultimi due figli, il bene più prezioso. Le scene di Judy portano poi la data dell’inverno ’68, quando ormai esausta, senza casa, senza denaro, con la voce indebolita, per pagare i debiti e poter stare con i suoi figli, l’artista si vede costretta ad accettare la proposta di una serie di recital a Londra, al Talk of the Toown, il locale notturno di Bernard Delfont, molto popolare nella vivacissima Swinging London del periodo.

Questo film parla della magia che avvolge Judy Garland: forza e fragilità al contempo e soprattutto del desiderio di ricevere e dare amore. Dopo la tormentata tournée londinese, il 22 giugno 1969, Judy Garland muore a Londra. Secondo l’autopsia si tratta di morte accidentale dovuta a un’assunzione eccessiva di barbiturici. La trova il quinto e ultimo marito Mickey Deans (Finn Wittrock). Questo lo spettatore lo scopre però solo nelle note prima dei titoli di coda.

Judy
Judy

Star System che costruisce il “mito” a tavolino

Il primo movimento di macchina di Judy mostra la scena sul set di un film in lavorazione (Il mago di Oz, il cult senza tempo di Victor Fleming) e in primissimo piano il volto innocente e  intimidito di una ragazzina che riceve ordini dal feroce produttore Louis B.Mayer (Metro Goldwin Majer). Posta dinnanzi ad una scelta: denaro e fama oppure una banale vita da casalinga, Judy accetta la schiavitù dell’immagine che impersona, ma che nasconde la difficoltà esistenziale di non poter avere una vita normale.

Lo spietato mondo di OZ

Il mondo di Oz è fatto di lavoro duro, obbedienza, solitudine, sacrificio e controllo della vita a tutti i livelli. La piccola artista è costretta a prendere farmaci per scacciare l’appetito per non aumentare di peso, farmaci per dormire, farmaci per calmarsi. Privata della spensieratezza Judy Garland è solo una merce che produce denaro. Una situazione che crea dipendenza alle sostranze di cui abusa e un forte disagio nella futura donna.

Judy
Judy

Per fare in modo che l’attrice, ormai sedicenne, non perda le forme infantili le viene addirittura fasciato il seno che si sta sviluppando. Le si impongono diete rigidissime a base di brodo di pollo. L’attrice deve anche assumere farmaci come la benzedrina e consuma tantissima caffeina per mantenersi sveglia, non manca la dipendenza alla nicotina che la rende meno nervosa, e più avanti quella all’alcool. È anche costretta a infilare nelle narici dischetti di gomma per dare al suo naso una forma a patatina. Sono tutte torture imposte dalla major.

Tutto questo ha l’approvazione della madre, fredda e prepotente e di Louis B.Mayer che sadicamente distrugge l’autostima di Judy, insultandola e chiamandola la mia piccola grassa e gobba bambina. Nel film il produttore (vecchio e grasso) invita Judy a nuotare non sul set, rovinando la scena, ma la notte nella sua enorme villa.

Renèe Zellweger: prova di grande maturità recitativa

Il film si regge totalmente sulla straordinaria interpretazione di Zellweger, in un’impresa non semplice, quella di essere convincente icona e donna. Il rischio di alzare troppo i toni o di abbassarli è sempre presente quando si interpreta un personaggio pubblico e di cui si conoscono espressioni e movenze. È una prova di maturità artistica per l’indimenticabile Bridget Jones, che abbandona le “mossette”, per diventare umanamente disperata, ma senza cadere nella tragedia, lasciando a Garland la dignità di una sofferenza che crea empatia con lo spettatore. Nel film non c’è nessuna accusa diretta o condanna allo Star System, solo evocazione di ricordi. Il giudizio viene lasciato allo spettatore.

Judy

Judi Garland, una stella creata e distrutta da Hollywood

Judy Garland, pseudonimo di Frances Ethel Gumm, nata il 10 giugno 1922 in Minnesota, è figlia d’arte. I genitori, Ethel Marion Milne e Francis Avent Gumm, sono entrambi attori di vaudeville. Debutta sulla scena ancora bambina, esibendosi in teatri di provincia insieme alle due sorelle più grandi, Mary Jane e Doroty Virginia. Frances viene notata da un talent-scout della Metro-Goldwyn-Mayer, il quale, d’accordo con la madre, le procura un vantaggioso contratto cinematografico e sceglie per lei il nome d’arte di Judy Garland, diventando Dorothy del Mago di Oz.

Judy
Judy Garland: Il mago di Oz

Nel ’41, a 19 anni, l’attrice fugge per sposare il compositore David Rose, maggiore di lei di 12 anni. Rimane incinta e la madre e il produttore che vedono nella gravidanza un rischio per la carriera, la costringono ad abortire. Il matrimonio naufraga dopo quattro anni. Qui comincia la tossicodipendenza, una strada senza ritorno. I successi non scacciano i vuoti interiori, le paure, lo smarrimento. Garland è una star acclamata e mostra il sorriso al pubblico ma è infelice. Nel ’45 incontra il suo secondo marito, il grande regista Vincent Minnelli che le fa interpretare ruoli interessanti: Incontriamoci a St. Louis. Nel ’46 nasce la loro figlia, la famosa è inquieta Liza Minnelli.

Liza Minelli

L’artista scopre un tradimento del marito e tenta il suicidio. L’episodio si ripeterà, quando Minnelli la tradirà nuovamente.

Somewhere over the rainbow per Judy Garland

Nel 1950, Garland viene anche licenziata dalla MGM, che l’ha resa una star per 15 anni e ora l’abbandona al suo destino. L’attrice trova conforto nel suo terzo marito, Sid Luft, da cui ha due figli. Naufragata la storia con Luft, Garland si sposa con Mark Herron. Anche questo matrimonio finisce male dopo solo cinque mesi. Nel 1954 la carriera dell’artista faticosamente riprende con un film memorabile, prodotto dalla Warner Bros: E’ nata una stella, con la regia di George Cukor. A Garland vanno un Golden Globe e una Nomination all’Oscar.

Judy Garland e Syd Luft con Liza Minelli e i piccoli fratelli Luft

Dopo questo capolavoro, negli anni ’60, l’artista compare sullo schermo solo per brevi apparizioni: Vincitori e vinti, Gli esclusi, Ombre sul palcoscenico e altri ruoli. Dal ’63 si dedica principalmente ai concerti con alterni successi. Nel ’66 fino al tragico epilogo, vive una storia d’amore con quello che sarà il suo ultimo e quinto marito Mickey Deans, di 12 anni più giovane.

Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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