ALICE E IL SINDACO. Sinistra e giovani in versione francese

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ALICE E IL SINDACOAlice et le maire – è un film francese del 2019, diretto da Nicolas Pariser. Torna sul grande schermo Fabrice Luchini, e la brava Anais Demoustier. Il film esce nelle sale italiane il 6 febbraio. Nel lungo è narrato il tentativo di una “cura energizzante”, una prova di salvataggio per il sindaco di Lione, Paul Théraneau (Luchini) che, pur vantando trent’anni di successo nell’attività politica, a sinistra, si trova privo di idee innovative.

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Alice e il sindaco: trama

In procinto di affrontare le elezioni municipali, Théraneau si sente svuotato, incapace di pensare. La squadra comunale, superata la prima fase di proposte non accolte dal primo cittadino, decide quindi, con il suo consenso, di ingaggiare la giovane Alice Heimann (Demoustier), ex studentessa francese di lettere e filosofia, e insegnante di filosofia a Oxford.

Alice e il sindaco
Alice e il sindaco : una scena

“Il tuo ruolo è quello di sviluppare delle idee, fare un passo indietro dall’azione municipale quotidiana, fare delle previsioni” Questo è l’incarico di Alice, catapultata in un mondo a lei totalmente sconosciuto e in cui deve subito dimostrare le sue competenze e senza esperienza.

Ho come l’impressione di essere a corto di carburante, una macchina da corsa con un motore potente che sta per rimanere a secco“. È la definizione di se stesso che Théraneau esprime ad Alice. Tra i due nasce un legame privilegiato di reciproca osservazione e lealtà. Alice consiglia al sindaco di sinistra che una pecca della politica socialdemocratica è la mancanza di modestia, che allontana i giovani sempre più isolati e senza speranze per il futuro. Il compito di Alice è quello di pensare e annotare cose e idee  che siano d’ispirazione al sindaco affinché, a sua volta, egli proponga al popolo iniziative interessanti. Insomma Alice diventa la testa del sindaco.

Alice e il sindaco
Alice e il sindaco

Il confronto tra vecchia e nuova generazione

L’esperto politico per vocazione, il brillante oratore e comunicatore che si trova disorientato e senza parole, in un mondo che sta cambiando troppo velocemente, galvanizzato dalla freschezza di Alice, decide così di aspirare all’imminente elezione presidenziale. Esige pertanto l’apporto linfatico di Alice con incontri improvvisi, inaspettati, nei ritagli di tempo fra i vari appuntamenti di protocollo.

Il confronto fra i due mondi, due generazioni, due menti formate in modo diverso, riesce a dare buoni risultati. Nel ruolo di suggeritrice al politico, Alice passa, quindi, rapidamente da una posizione quasi invisibile ad una presenza imponente. Il suo ruolo però suscita invidie, soprattutto da parte dei suoi coetanei, parte dello staff comunale.

Alice e il sindaco: sinistra francese idealista, ma smarrita

Il dialogo tra il sindaco e Alice apre nuove strade, nuove riflessioni. Il regista mostra una politica incapace di rinnovarsi, una sinistra smarrita, inefficace, inadempiente che non sa capire i bisogni delle nuove generazioni, che appaiono rassegnate. Alla domanda del sindaco: “Quali sono le tue aspirazioni future?”, la giovane collaboratrice molto candidamente risponde che non lo sa.

Alice e il sindaco

In Alice e il Sindaco viene illustrato un quadro chiaro del lavoro nel comune di una grande città: la presenza di team di comunicazione, i consigli comunali, le commemorazioni e le inaugurazioni, gli eventi culturali, le riunioni con brain storming, la redazione dei discorsi,  l’illustrazione dei grandi progetti intrisi di concetti di marketing supportati da molteplici esperti. È un grande calderone lontano però dall’anima della città e dai veri bisogni dei cittadini.

La forte crisi della democrazia

Nel film è descritto uno stato di forte crisi democratica. Si tratta di un tema che negli ultimi tempi è sempre più frequente nelle discussioni e che non risparmia neanche la Francia sempre pronta e combattiva. Per democrazia s’intende, qui, un sistema di governo a cui tutti i cittadini è concesso votare per determinare le decisioni della comunità. Molti politici non sono in grado di mantenere le promesse che continuano a fare su temi che non dipendono da loro. Il sindaco e Alice giungono poco alla volta ad una formulazione di consapevolezze che li conduce verso scelte di vita più semplici, ma più consapevoli, attingendo anche da sane letture.

In modo piacevole, chiaro, lineare e pulito Pariser ci mostra una fotografia realistica, senza retorica e senza dividere tra buoni e cattivi e senza accuse o complottismi. Si tratta di un sistema politico che tra analisi di marketing e riunioni su dati statistici si muove da solo, come un essere freddo e autonomo e che è perdente proprio perchè manca di sensibilità umana. Sensibiltà che sta in quella bella e sana cosa che è il pensiero e che si trova ancora in secoli e secoli di filosofia.

Pariser è alla sua seconda pellicola, una commedia politica insolita, presentata alla 51ma Quinzaine des Réalisateurs del 72° Festival di Cannes. Pellicola tante stellette.

Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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