Leone. C’ERA UNA VOLTA SERGIO LEONE, a Roma la mostra

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Sergio Leone (Roma 1929- Roma 1989) con il cinema ci ha raccontato l’America, la sua America con un forte senso di nostalgica e poetica magia fiabesca. Ha ricreato, con i suoi ricordi di gioventù, un cinema nuovo che oggi è storia. A 30 anni dalla sua morte e a 90 dalla sua nascita, Roma ricorda e omaggia il mito del Cinema con C’ERA UNA VOLTA SERGIO LEONE, una grande mostra all’Ara Pacis, aperta fino al 3 maggio.

Leone
Sergio Leone

Leone è stato un pioniere del western all’italiana. È ancora il punto di riferimento per molti registi di generazione successiva, da Martin Scorzese a Steven Spielberg, da Francis Ford Coppola a Quentin Tarantino, da George Lucas a John Woo, da Clint Eastwood ad Ang Lee, che riconoscono il suo insegnamento. Lo stesso Tarantino quando si sofferma su un primo piano, come quello dell’ultima scena del film dei fim C’era una volta in America, per fare un esempio, chiede un “piano alla Leone”.

Leone
C’era una volta in America: Robert De Niro, scena finale

La grandezza di Sergio Leone

Come per altri autori contemporanei, la grandezza di Sergio Leone è un riconoscimento postumo. La critica internazionale ora gli riconosce il merito di aver riscritto le regole del genere cinematografico.

Incancellabili dalla memoria dello spettatore le immagini dei suoi 7 film. Film girati nei deserti spagnoli di Almeria, in paesaggi che ricordano il confine tra Messico e Stati Uniti. Protagonisti i banditi o dei pistoleri opportunisti, talvolta eroici, sempre disposti a tutto, pur di sopravvivere in quei letali paesaggi. Indimenticabile è infatti l’immagine di Clint Eastwood, con il cappello e il poncho e lo sguardo da irraggiungibile tenebroso duro e puro. Le musiche epocali di Ennio Morricone, insuperabili, sono poi colonne portanti dei sui film.

Clint Eastwood in un film di Sergio Leone

Impossibile non parlare del capolavoro del cinema mondiale, che forse, come ha affermato Carlo Verdone, gli è costato la vita, a soli 60 anni, per il troppo impegno e la meticolosità: C’era una volta in America. Un immenso Robert De Niro, convincente mafioso ebreo si trasforma in pura poesia grazie ai primi piani che catturano le emozioni. È un film perfetto: dalla sceneggiatura, alla poesia evocata, alla fotografia, al montaggio, alla caratterizzazione dei personaggi, al finale e al messaggio.

Altrettanto indimenticabile lo charme della bellissima Claudia Cardinale, in C’era una volta il west, una donna forte, emancipata che forgia la sua strada nel polveroso West.

C’era una volta il west: Claudia Cardinale, una scena

C’era una volta Sergio Leone. La mostra

La mostra, curata da Gian Luca Farinelli in collaborazione con Rosaria Gioia e Antonio Bigini, descrive un percorso artistico molto interessante.

Sono esposti infatti materiali d’archivio della famiglia Leone e di Unidis Jolly Film. C’era una volta Sergio Leone è suddivisa in diverse sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America, Leningrado e oltre, dedicata all’ultimo progetto incompiuto, L’eredità Leone.

Leone
C’era una volta Sergio Leone: la mostra

I visitatori potranno anche entrare nello studio del regista, e ammirare i suoi cimeli personali e la sua libreria. È data la possibilità di immergersi nei suoi film attraverso modellini, scenografie, bozzetti, costumi, oggetti di scena, sequenze indimenticabili e una costellazione di magnifiche fotografie. Sone le fotografie scattate da un maestro del set come Angelo Novi, che ha sempre affiancato il lavoro di Leone. È anche disponibile, dalle Edizioni Cineteca di Bologna, il volume La rivoluzione Sergio Leone, a cura di Christopher Frayling e Gian Luca Farinelli.

Figlio e padre del cinema italiano

Il regista romano è figlio d’arte, nasce a Roma il 3 gennaio 1929 da Roberto Roberti attore e regista (nome d’arte di Vincenzo Leone) e da Bice Waleran (nome d’arte di Edwige Valcarenghi), un’attrice romana. Il padre esordisce nel film muto La bufera, in seguito lavora sempre nel cinema sia come attore che come regista nell’epoca d’oro del muto italiano. Leone inizia le prime esperienze sul set molto giovane. Come assistente non accreditato partecipa a Ladri di biciclette di De Sica. Diviene poi assistente alla regia e lavora con Camerini, Soldati e Mario Bonnard. Nel 1959, lavora, non accreditato a Gli ultimi giorni di Pompei. Due anni dopo, nel 1961, debutta alla regia con Il Colosso di Rodi.

L’amicizia e il sodalizio artistico con Ennio Morricone

Leone cresce quindi a pane e cinema, in una casa che lui stesso definisce “buia” nel quartiere di Trastevere, il Suo quartiere. Il regista ha dichiarato d’aver molto amato il pittoresco quartiere romano, dove ha vissuto fino ai 20 anni. Figlio unico, da piccolo diventa amico di Ennio Morricone, anch’egli nato a Roma il 1928, suo compagno dalla scuola elementare. Dal 1964 lavorano sempre insieme creando un sodalizio passato alla storia del cinema. Il grande musicista compone, proprio nel ’64, l’inebriante colonna sonora di Per un pugno di dollari.

Il regista viene ricordato da Morricone con grande emozione, come un narratore orale che sviluppa i suoi film raccontandoli agli amici, agli sceneggiatori, ai produttori, come un aedo dell’epoca omerica. Leone amava Omero, Goldoni e i classici del teatro e anche Akira Kurosawa che lo ispira dopo aver visto nel 1963 La sfida del samurai.

Ennio Morricone

La Trilogia del dollaro e la Trilogia del tempo

Nel 1964 il regista gira Per un pugno di dollari, che insieme a Per qualche dollaro in più nel 1965 e Il Buono, il Brutto, il Cattivo nel 1965 compongono la Trilogia del dollaro, interpretata da un giovane e affascinante Eastwood come protagonista. Per un pugno di dollari reinventa il genere western, ormai in declino. La colonna sonora è il celebre brano fischiato eseguito dal maestro Alessandro Alessandroni. Sergio Leone assume per la distribuzione di questo film negli Stati Uniti lo pseudonimo di Bob Robertson (in memoria del nome d’arte di suo padre). Anche Morricone assume per questo film uno pseudonimo: Dan Savio.

Leone

Nel 1968 con C’era una volta il West inizia la Trilogia del Tempo, seguono nel 1971 Giù la testa e nel 1984 il capolavoro C’era una volta in America. Per la sceneggiatura di C’era una volta il West, Leone ingaggia gli allora giovani Dario Argento e Bernardo Bertolucci. Argento ricorda così Leone: “Ho avuto la fortuna di stare vicino a Leone. Non credo volesse farmi da maestro. Non è uno che si circondava di allievi, ma la sua sapienza travalicava…Quando ho esordito con L’uccello dalle piume di cristallo ho seguito la lezione di Sergio e ho preso molti debuttanti tra cui Vittorio Storaro. Per la musica ho chiamato Morricone“.

Patrocinio di C’era una volta Sergio Leone

L’esposizione è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Arriva in Italia dopo il successo  riscosso nel 2018 alla Cinémathèque Française di Parigi, istituzione co-produttrice dell’allestimento romano insieme alla Fondazione Cineteca di Bologna.

La mostra è realizzata anche con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con l’Istituto Luce-Cinecittà, Ministère de la culture (Francia), CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, SIAE e grazie a Rai Romana Gruppi Elettrogeni Cinematografici.

Di Judith Maffeis Sala

http://arapacis.it/it/mostra-evento/cera-una-volta-sergio-leone

www.ildogville.it

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