PER IL TUO BENE. Al Bellini di Napoli, l’incomunicabilità della famiglia

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Nella sala del Teatro Piccolo Bellini ho assistito alla messa in scena della pièce, PER IL TUO BENE.

Per il tuo bene, in scena al Piccolo Bellini dal 17 al 22 dicembre, opera del giovanissimo autore e regista napoletano Pier Lorenzo Pisano, è l’intenso testo vincitore del premio Riccione Pier Vittorio Tondelli, nel 2017. La rappresentazione affronta una delle tematiche care a Pisano, quella delle dinamiche familiari e lo fa con ironia, talvolta sarcasmo. Durante lo spettacolo si sorride spesso, si riflette molto.

Per il tuo bene
Pier Lorenzo Pisano

Il Piccolo Bellini è uno spazio creato, in origine, per essere utilizzato dagli attori durante le prove. Si presenta piccolo, accogliente, familiare, riempito alle pareti da tante locandine di spettacoli che hanno fatto la storia del teatro. Locandine che per l’atmosfera che creano trasportano gli spettatori in una dimensione magica. Cosa che già invoglia ad assistere alle rappresentazioni.

Per il tuo bene: la famiglia e la “scontatezza” delle relazioni

Protagonista è quindi, ancora una volta la famiglia. Vi è un figlio che ritorna, una madre che ogni volta l’aspetta, un padre la cui assenza incombe su tutta la messa in scena e la cui evocazione fa fermare diverse volte lo spettacolo in un buio agghiacciante. Non manca un fratello più piccolo con la sua nuova fidanzatina, coppia che, forse, ne vorrebbe una diversa di famiglia. E poi uno zio burlone, che serve a fare da contrasto e a vivacizzare la scena con il paradosso e l’ironia. Il quadretto famigliare si completa una nonna/mamma in pensione, una “nonna bancomat”, chiamata appunto “Nonnamat” originale e geniale espediente per significare la sua unica funzione nell’erogare banconote da 50 euro.

È il ritorno a casa del figlio maggiore per un problema familiare a generare tutti i meccanismi che la scena ci riconsegna puntualmente.

Per il tuo bene: una scena

Il figlio ritorna e come ogni volta, si incontra/ scontra con le solite recriminazioni. L’amore risulta essere il ricatto su cui si basano tutte, ma proprio tutte, le relazioni. Sono relazioni complicate piene di rancori sopiti, di noia e di cose non dette. La famiglia, che tanto nell’infanzia può sembrare una sorta di guscio dove proteggersi, diventa con il tempo una prigione da cui evadere.

I rapporti familiari pur essendo fatti di affetto si rovinano con l’abitudine e con il darsi per scontato. Come viene detto all’interno della rappresentazione scenica “Ti rendi conto dell’importanza delle persone solo quando le stai per perdere”.

Un’ efficace rappresentazione sull’incomunicabilità, con un barlume di speranza

In Per il tuo bene il leitmotiv è quindi l’incomunicabilità tra i membri della famiglia, trasmessa molto bene allo spettatore. I “legami di sangue” parlano infatti seguendo un rituale di domande e risposte fisse, come se stessero recitando un copione teatrale, in un mantra che si ripete senza fine e senza entusiasmo.

Per il tuo bene
Per il tuo bene: una scena

Il finale, lascia però spazio alla speranza grazie alla giovane coppia formata dal fratello piccolo e la sua fidanzata. La loro progettualità appena accennata è timorosa di voler formare una nuova famiglia o almeno di provare a costruirne una: “Tanto vale provare” – dice il ragazzo – “Al massimo finisce che ci odiamo”.

Per il tuo bene: una scena

Gli attori sono tutti molto convincenti ed efficaci nell’interpretazione dei personaggi: Edoardo Sorgente è il figlio maggiore. La bravissima Laura Mazzi, è la madre che, prodigiosamente ad un certo punto si trasforma anche nella nonna/mamma in pensione (un doppio ruolo).

Alessandro Bay Rossi interpreta il figlio minore e Marina Occhionero (vincitrice Ubu 2019, miglior atttrice under 35) la fidanzatina. Marco Cacciola dà vita infine alla simpatica caratterizzazione dello zio burlone.

Un plauso particolare va alla scenografia di Giulia Carnevali. La presenza di pannelli mobili e scorrevoli che focalizzano e/o isolano i personaggi, il piano basculante che sottolinea un equilibrio sempre in bilico, pronto a diventare tavola imbandita, panchina, letto d’ospedale, costituiscono parte essenziale della messa in scena.

Di Marco Iannaccone/ Scarlet Lovejoy

Informazioni e prenotazioni: http://www.teatrobellini.it

www.ildogville.it

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