PERESTROIKA. L’Elfo di Milano completa la “bellezza” di Angels in America

PERESTROIKA. L’Elfo di Milano completa la “bellezza” di Angels in America

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PERESTROIKA, la seconda parte di Angels in America è in scena all’Elfo Puccini di Milano fino al 24 novembre. Ancora pochi giorni quindi per vedere questa bellissima opera teatrale, fatta da due parti: Si avvicina il Millennio, seguita da Perestroika. Si tratta di due spettacoli, in un’unica e drammatica vicenda tratta dal romanzo di di Tony Kushner.

Perestroika

“L’epopea” è firmata da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. Le scene sono di Carlo Sala, mentre i costumi sono curati dallo stesso Ferdinando Bruni, i video da Francesco Frongia, e le luci da Nando Frigerio, il suono da Giuseppe Marzolicon. In scena  Angelo Di Genio, Elio De CapitaniCristina CrippaIda Marinelli, Umberto Petranca, Sara Borsarelli, Alessandro LussianaGiusto Cucchiarini, Giulia Viana. La rappresentazione è una produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia e Teatro dell’Elfo.

Perestroika: colpa e paura

In Perestroika, il cast si conferma un grande punto di forza dello spettacolo, grazie soprattutto ai lavori di De Capitani, Di Genio e Viana. Gli attori reggono il ritmo e i tempi di un testo che anche visto tutto di seguito (sette ore di durata) non annoia mai e tiene incollati gli spettatori di questa storia sì americana ma che racconta un periodo storico e sociale che ci ha visti tutti partecipi e colpevoli.

Perestroika

Colpa e paura sono due elementi fondamentali della seconda parte di Angels in America. Il senso di colpa di Roy Cohn, (De Capitani) che viene fuori quando la paura della morte (a causa dell’AIDS) si fa sempre più presente, e che lo porta a comportarsi meglio con Belize e a dargli alcuni flaconi del farmaco sperimentale che potrebbe aiutare Prior (Di Genio) affetto dalla sua stessa malattia; o il senso di colpa di Louis e Joe, nato dalla paura del rifiuto e del cambiamento, che spinge i due personaggi a tornare rispettivamente da Prior e Harper (Vania).

Perestroika

E qual è il modo migliore per sconfiggere il senso di colpa? Perdonare. Il perdono, di Harper nei confronti di Joe, di Belize nei confronti di Roy, ma soprattutto di Prior nei confronti di Louis, simbolo ovviamente del perdono cristiano, di una Fede che può essere l’unica ancora di salvezza di un mondo che ha paura di morire. Ed ecco che Prior diventa un profeta, un messaggero, di speranza e di Fede, per gli esseri umani e per il mondo in cui vivono.

Spettacolo tecnicamente ineccepibile

Dal punto di vista tecnico, Perestroika è ineccepibile come la prima parte di Angels in America (Si avvicina il Millennio). Le musiche, le scene, i colori molto accesi contribuiscono a dare un ritmo intenso e mai noioso, supportati ovviamente da una recitazione piena di energia e di ascolto da parte degli attori. I cambi scena sono a vista (ad un certo punto addirittura dichiarati da una “inside joke” di Di Genio veramente esilarante). Aiutano a dare vita alla scena e a dar voce a quel gioco, quell’accordo implicito fra pubblico e attori che è linfa vitale del Teatro.

Un altro bellissimo spettacolo va a completare l’epopea di Angels in America con grazia e speranza per un mondo, e un Teatro, migliori.

Di Claudio Pellerito

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Informazioni: https://www.elfo.org

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